Un’indagine dell’Fbi, raccontata dalla tivù svizzera Rsi, sta facendo luce sul presunto sistema di tangenti creato in Grecia dalla multinazionale svizzera.

La bomba l’ha lanciata Falò, programma trasmesso giovedì dall’emittente svizzera Rsi, che ha raccontato in esclusiva l’indagine dell’Fbi sull’azienda Novartis (svizzera anch’essa), accusata di aver corrotto migliaia di medici in Grecia perché prescrivessero i suoi medicinali. Un’indagine condotta dal 2016 al 2019 con la collaborazione di informatori della sede ellenica della multinazionale farmaceutica. Pare che pazienti inconsapevoli e perfettamente sani siano stati sottoposti a cure del tutto inutili. Non solo. Nello scandalo sarebbero coinvolti anche ministri e alti funzionari dello Stato, considerati a libro paga di Novartis per omologare nuovi farmaci a prezzi proibitivi. A scoperchiare il vaso di Pandora sono stati tre ex manager di Novartis (la cui identità resta segreta per motivi di sicurezza), autoaccusandosi delle pratiche illecite impiegate dall’azienda per conquistare nuove fette di mercato in Grecia e avanzare in pochi anni dal quinto al primo posto in classifica. Sono stati loro a rivelare a Rsi l’esistenza di “programmi di corruzione” mascherati da normali progetti di marketing e parzialmente finanziati dalla sede centrale di Basilea. Cosa farà ora Novartis? Affronterà un processo o punterà a un accordo? Intanto ha declinato l’invito dell’emittente elvetica a concedere un’intervista da inserire nel documentario (intitolato La strategia), preferendo diffondere un comunicato stampa nel quale dichiara: “Come abbiamo già evidenziato alla Rsi alcuni mesi or sono, questo caso è stato altamente politicizzato, e il dibattito intorno a esso è stato litigioso e, spesso, sensazionalistico. Abbiamo sempre cooperato, e continueremo a farlo, con le indagini in corso da parte delle autorità greche e statunitensi, e adotteremo le misure appropriate per contrastare qualsiasi comportamento illecito. L’impegno di Novartis in Grecia per sostenere i pazienti e il sistema sanitario continua immutato”. Redazione Nurse Times