Nulla di nuovo all’iniziativa della CGIL, CISL e UIL, Ipasvi e altri

Si è tenuta a Roma, presso l’Aula Magna dell’Università “Sapienza”, su iniziativa delle OO.SS comparto sanità della CGIL, CISL e UIL con IPASVI, e altre organizzazioni…

Si è tenuta a Roma, presso l’Aula Magna dell’Università “Sapienza”, su iniziativa delle OO.SS comparto sanità della CGIL, CISL e UIL con IPASVI, e altre organizzazioni professionali  una manifestazione dal titolo: “LA CRESCITA DELLE COMPETENZE PER LA QUALITÀ DEL LAVORO IN SANITÀ: Le proposte delle rappresentanze sindacali e professionali”

Nonostante forti stimoli alla partecipazione, rivolta a tutti i soggetti interessati dall’argomento in dibattito, posti in essere dalle OO.SS. e dalle rappresentanze professionali (L’IPASVI con una circolare ha invitato tutti i collegi provinciali a partecipare), l’aula Magna della Sapienza presentava ampi spazi di sedie vuote.

Nemmeno l’annunciata presenza del Ministro della salute Beatrice Lorenzin, ha prodotto l’auspicata ampia partecipazione oltre la dirigenza sindacale e professionale dei soggetti organizzatori.

Significativa la precisazione introduttiva sulle ragioni del “progetto comune”  tra le rappresentanze sindacali  del comparto (CGIL ,CISL e UIL)  e  le rappresentanze professionali, che unitariamente hanno elaborato una “piattaforma comune” per il rilancio delle professioni.

La cosi detta “piattaforma comune” rappresenta un “documento condiviso” scaturito all’unisono da un avviato e perfezionato percorso unitario che mette assieme rappresentanze professionali e sindacali che, a loro dire (lo scrivono anche nella brochure consegnata ai partecipanti), consta di circa 650.000 (seicentocinquantamila) addetti. Certo che 400 presenti a fronte di una platea di 650.000 addetti sono un tantino pochi.

I relatori di parte sindacale, nei loro interventi hanno ribadito la necessita di valorizzare il ruolo delle professioni  sanitari, ma altresì delle figure di supporto che sembra debbano essere inseriti nell’area sanitaria. 

Simpatica, per usare un eufemismo, la “quasi metafora” del segretario UIL Torluccio (ha riscosso applausi). Egli si è chiesto la ragione per cui gli Infermieri e gli OSS di un quartiere operatorio “devono essere in servizio alle 7 di mattina e i Medici Chirurghi alle 9”. Un’affermazione, a nostro avviso, “ridicola” che lasciamo alla valutazione dei lettori.

Qualche applauso si è sentito per l’intervento della Presidente dell’IPASVI Mangiacavalli che ha ripercorso le ragioni per cui la FNC IPASVI ha aderito all’iniziativa, quando ha affermato che l’attuale dotazione organica di Infermieri in Italia non consente procedure assistenziali adeguate conformi agli standard di sicurezza.

La Presidenza  IPASVI ha inoltre precisato che non l’attuale sistema delle cure in Italia va riformato definendo compiutamente modelli organizzativi capaci di rispondere adeguatamente ai nuovi bisogni di salute espressi dai cittadini, che possono essere soddisfatti non più in ospedale ma sul territorio.

Alle 13 interviene il Ministro Lorenzin Beatrice che fa presente della difficoltà che incontra nel dialogo tra le istituzioni e i cittadini nel panorama sanitario data la complessità del sistema e soprattutto i cambiamenti e trasformazioni da condividere con tutti i professionisti sanitari. Rivolgendosi alla platea dei pochi rimasti in aula (Il Ministro è giunto alle 13,10) richiede uno sforzo culturale da parte di tutti: “il sistema è velocemente in trasformazione, il lavoro deve cambiare nei prossimi 5 anni. In questa prospettiva vanno operate scelte difficili e coraggiose dato anche dal contesto che ha determinato la crisi economica”.

Polemica la Ministra con le regioni, che a suo dire scaricano la loro responsabilità organizzativa e gestionale sul governo costretto a commissariarle quando non adempiono agli obblighi che assumono nel patto di salute. Molte le colpe delle regioni che anziché rimodulare il  proprio SSR sulla base delle risorse disponibili hanno tagliato servizi. Tuttavia le cure ospedaliere, afferma la Ministra, tranne alcuni casi, sono, in  linea di massima buone (qualche brusio si leva dalla platea dopo questa affermazione).

Risorse per il rinnovo contrattuale? “Stiamo studiando soluzioni per individuare le risorse che devono essere trovate tra i risparmi di spesa”, afferma la Lorenzin.

Interessante la replica della segretaria CGIL Serena Sorrentino che rivolgendosi al Ministro in tono polemico ha affermato che rispetto alle uscite pubbliche del Ministro ha colto lacune “culturali” del Ministro nella descrizione delle competenze che esprimono tutti i professionisti sanitari e non solo i medici.

Un’evidenza inaspettata che ci sconcerta è il non aver  ascoltato nulla sull’argomento più spinoso “madre” di tutti gli altri, che rappresenta il blocco dell’ormai famigerato “comma 566” . 

Dei contenuti del documento consegnato ai partecipati tuttavia, e soprattutto delle strategie per raggiungere  i “desiderata” di tutti i riportati “populisticamente” per sintesi in alcuni punti elenco, con la solita formula cara ai sindacati, del SI e del NO, nessuna traccia.

Iniziative concrete in programma, oltre all’annunciato abbandono  del “tavolo tecnico” allestito dal Sottosegretario alla Salute Vito De Filippo presso il Ministero della salute sull’argomento in esame  non ci sono pervenute.

Che dire? Nulla di nuovo e soprattutto nulla di concreto.

Redazione NurseTimes

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