L’iniziativa promossa dalla Regione Lazio e dall’Agenzia Regionale di Protezione Civile ha fatto non poco discutere nel mondo della sanità e non.

Due “Giornate sulla Sicurezza” in collaborazione con la Questura di Roma, il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Roma, l’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria 118 e il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma sono state organizzate per portare 60 studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Leopoldo Pirelli” di Roma direttamente nella centrale operativa del Numero Unico Emergenza 112.

Sono state trattate tematiche riguardanti il servizio di emergenza territoriale ed i pericoli derivanti da un terremoto.

Nella seconda giornata invece, i ragazzi – accolti dal Presidente Nicola Zingaretti – sono stati ospitati presso i locali della Centrale Unica di Risposta NUE 112 di Roma dove hanno partecipato a lezioni interattive tenute dai rappresentanti dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile del Lazio e degli Enti coinvolti nel NUE 112.

Le immagini divulgate attraverso i social network hanno fatto insorgere molti dubbi e perplessità nei cittadini: decine di adolescenti sghignazzanti alle spalle di ogni operatore della centrale operativa, impegnato in una conversazione con una persona bisognosa di aiuto.

Sicuramente il rischio di poter deconcentrare un sanitario impegnato a dare istruzioni telefoniche per rianimare una persona è estremante elevato, così come le considerazioni relative alla violazione della privacy dei pazienti non sarebbero da meno.

Secondo molti i dati inseriti sui monitor della centrale operativa e le conversazioni telefoniche tra professionista dell’emergenza ed un ferito (o famigliare) non dovrebbero essere accessibili a decine di studenti.

“Gli operatori che rispondono a chiamate di emergenza devono mantenere la massima attenzione, e se sono distratti o deconcentrati è messa a rischio la sicurezza”, ha commentato in un post Laura Stabile su Facebook.

Dott. Simone Gussoni