La donna è sotto processo perché, in orario di lavoro, avrebbe utilizzato la vettura dell’Asl a scopo privato.

“Invece di restare sul posto di lavoro fino alle 15, andava a pranzo a casa, lasciando per un paio d’ore l’auto di servizio in sosta nel parcheggio condominiale, dove tutti potevano vederla”. Lo ha spiegato il vicecomandante della stazione dei carabinieri di Orte, Luca Capotosti, al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, davanti al quale un’infermiera è imputata di peculato per aver utilizzato il mezzo di servizio a scopo privato. La donna, all’epoca dei fatti in servizio al centro salute della cittadina in provincia di Latina, svolgeva attività di assistenza domiciliare ai malati. Era il 2018. “A gennaio una fonte confidenziale ci ha segnalato il caso – ha raccontato il maresciallo –. Tramite attività di osservazione abbiamo constatato che in effetti la Fiat Panda bianca della Asl in uso all’infermiera, all’ora di pranzo era parcheggiata sotto la sua abitazione, mentre l’imputata avrebbe dovuto trovarsi al centro salute per sbrigare l’attività amministrativa successiva al lavoro svolto la mattina”. A marzo dell’anno scorso, per monitorarne l’uso, i militari hanno installato sulla vettura un sistema di localizzazione Gps. “La macchina, a pranzo, in orario che a noi risulta di lavoro, era sempre parcheggiata sotto casa dell’infermiera, per un paio d’ore al giorno ha proseguito il testimone. Abbiamo anche acquisito il piano di lavoro mensile, con i nomi di tutti i pazienti da assistere e i rispettivi indirizzi. Nessun paziente abitava nella sua via. Lei doveva stare dentro il centro salute, invece stava a casa”. Le conclusioni del militare sono state duramente contestate dal difensore della donna, secondo cui, in base alla targa, la Panda in uso alla sua assistita sarebbe stata un’altra. “Di sicuro noi sappiamo, attraverso la documentazione delle problematiche ricevuta dalla Asl, che nei confronti della donna erano state sollevate questioni da parte degli utenti, relative proprio ai turni di servizio dell’infermiera”, ha replicato Capotosti. Si è invece chiuso con l’archiviazione il procedimento disciplinare con richiesta della misura interdittiva della sospensione dal servizio dell’infermiera.Il processo riprenderà il prossimo 12 dicembre. Redazione Nurse Times Fonte: Tuscia Web