Il presidente della commissione Lavoro alla Camera ha incluso la professione infermieristica tra quelle considerate “pesanti” e quindi oggetto delle agevolazioni previste dal governo a partire dal 2017.

L’anticipo pensionistico sarà di 3 anni e 7 mesi e partirà quindi dai 63 anni. Il nostro obiettivo è renderlo gratuito per chi appartiene a particolari categorie più esposte (disoccupati, inabili e addetti a lavori usuranti) e con un assegno non superiore ai 1.200 euro netti mensili. Sugli usuranti potranno essere inclusi nell’anticipo anche le categorie dei cosiddetti lavori “pesanti”, per i quali con il crescere dell’età aumentano i rischi di infortuni e di malattie professionali: in primis gli infermieri di sala operatoriaha dichiarato il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

L’operazione, dunque, dovrebbe coinvolgere i lavoratori uomini dipendenti ed autonomi (e le lavoratrici del pubblico impiego) in possesso di 63 anni di età; 62 anni le donne dipendenti del settore privato; 62 anni e 6 mesi le lavoratrici autonome o parasubordinate.

L’opzione sarà a disposizione per tutti i lavoratori iscritti a forme di previdenza pubbliche obbligatorie e sarà resa possibile con prestiti da parte di banche e assicurazioni attraverso la cassa di previdenza, che dovranno poi essere restituiti a rate dagli interessati per i successivi venti anni.

Noi della Redazione di Nurse Times abbiamo chiesto un’ intervista a due infermieri.

Anna D.M., infermiera strumentista dal 1999

Francesco C., infermiere di Sala Operatoria dal 2006

Cosa ne pensate su quanto scritto? Siete a favore?

Anna D.M.Sono sicuramente a favore visto i carichi di lavoro che insistono sugli infermieri di sala operatoria, in particolare sugli Strumentisti. C’è, però, da mettere in atto più di una distinzione. Non tutte le realtà sono uguali. I carichi di lavoro sono fortemente differenti ed i criteri sono diversi: struttura, realtà operativa, specialità e quindi tipologia e numero di interventi. Non si può prescindere da questi criteri che discostano fortemente la tipologia di mole di lavoro. In sostanza un ospedaletto con pochi posti letto e scarsa attività chirurgica con, magari, poche specialità chirurgiche, non può essere paragonato ad un grosso centro che copre un bacino di utenza vasto con specialità chirurgiche ad alta complessità come possono essere la cardiochirurgia o la neurochirurgia con una percentuale di emergenze/urgenze alta”.

Francesco C.Non so ancora pronunciarmi, non ho avuto ancora modo di leggere il disegno e fare le giuste considerazioni

Secondo quanto descritto, i carichi degli infermieri di camera Operatoria dovrebbero essere maggiori rispetto agli infermieri di corsia?

Anna D.M.Si, certamente. Fermo restando le distinzioni che ho spiegato sopra, si può rilevare un carico di lavoro molto pressante e pesante. L’attività dello strumentista è ad alto carico di stress nonché di impegno sia fisico che mentale. Ore ed ore di interventi complessi, il fatto di lavorare in emergenza ed in regime di pronta disponibilità oltre al proprio turno giornaliero, fanno si che la pressione sia molto elevata.

Diverso è il pensiero di Francesco

Francesco C. “I carichi di lavoro sicuramente sono alti per chi lavora in camera operatoria se paragonati ad altre professioni. Ma, avendo lavorato per diversi anni in corsia, penso che non è possibile fare una distinzione tra infermieri di camera operatoria e infermieri di corsia. Penso che i carichi di lavoro siano uguali pressappoco per tutti gli infermieri che esercitano la loro professione nei vari settori ospedalieri”.

Pensate che sia sufficiente questa proposta fatta dal Governo?

Anna D.M. “Non credo proprio. Ci sono altre realtà che andrebbero valutate con attenzione (come pronto soccorso o terapie intensive), considerando sia la realtà in cui si è inseriti che il profilo professionale con la correlata responsabilità”.

Francesco C. “Non credo proprio. Innanzitutto rappresenta solo un disegno, bisogna vedere a legge attuata. La proposta deve essere elaborata e formulata in modo più chiaro”.

Ringraziamo vivamente i due colleghi che ci hanno rilasciato l’intervista e rimaniamo in attesa di eventuali sviluppi. Forse questo rappresenterebbe un primo passo per far riconoscere la nostra categoria tra le professioni usuranti.

A cura di

Gianluca Pucciarelli

Fonte

IPASVI. Pensioni anticipate, ipotesi infermieri tra professioni più “pesanti”. Avaible su www.ipasvi.it