Perché gli infermieri continuano a praticare la ginnastica vescicale e come la giustificano? Questo è l’interrogativo che si sono posti Daniele Curci e Valerio Dimonte, ricercatori dell’Università di Torino.

Nello studio che hanno condotto, si sono posti l’obiettivo di valutare la variabilità dei comportamenti degli infermieri nel ricorso alla ginnastica vescicale (GV) prima della rimozione del catetere e le motivazioni che supportano tale scelta.

Per fare ciò è stata realizzata un’indagine multicentrica con la somministrazione di un questionario a 338 infermieri in servizio presso 28 reparti dei 6 maggiori ospedali dell’area torinese, nei servizi di medicina, chirurgia, urologia ed ortopedia.

All’interno del questionario sono stati proposti 7 scenari differenti nei quali si chiedeva agli infermieri di specificare se avrebbero eseguito o meno la ginnastica vescicale e la motivazione.

Risultati

Sono stati complessivamente ritirati 240 questionari (71%). In generale, solo il 10% degli infermieri (24) utilizzano abitualmente la GV, il 24.2% (58) solo in rare occasioni, mentre il 65.8% (158) mai.

Dall’analisi delle risposte ottenute nelle singole situazioni, nel 63.3% (152) dei casi gli infermieri non userebbero la GV. La scelta di eseguire la GV non è associata alla formazione di base (p=0.43) o agli anni di esperienza (p=0.62), ma meno si conosce la situazione clinica del paziente, più frequente è il ricorso alla GV.

Conclusioni

L’uso della GV risulta essere limitato, ma in assenza di prove di efficacia e di indicazioni, i comportamenti variano tra reparto. Anche nei reparti dove la ginnastica vescicale non viene eseguita, gli infermieri vi ricorrono in particolare nelle situazioni per le quali nel reparto si ha meno esperienza.

Simone Gussoni

Fonte: PubMed