Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Angelo Minghetti e la lettera inviata all’assessore alla Sanità (in allegato).

L’ennesima mancanza, come sovente accade per la categoria degli operatori sociosanitari, delle figure puericultrici e degli infermieri generici quando si parla di progettualità istitutive sui temi sanitari e sociosanitari. Stiamo parlando dell’istituzione, proposta dall’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Antonio Saitta (foto), di un Osservatorio regionale delle professioni sanitarie.

L’obiettivo, come afferma Saitta, “è rafforzare il confronto sulle principali tematiche che interessano l’area delle professioni sanitarie, nell’ottica di migliorare l’appropriatezza delle risposte del Sistema sanitario ai bisogni di salute dei cittadini”. Un atto importante, che però non vede presente una figura cardine dei servizi sanitari e non solo: quella dell’operatore sociosanitario (Oss).

Tra le finalità di tale istituzione vi è quella di “Formulare proposte sulla programmazione dei fabbisogni formativi dei professionisti sanitari nelle strutture pubbliche e sulla stessa attività di formazione e di aggiornamento”. Ma si parla anche della “possibilità di approfondire specifiche problematiche legate alle professioni sanitarie, attraverso tavoli tecnici o gruppi tematici, allo scopo di migliorare la qualità e l’organizzazione dei servizi sanitari”.

Se così è, riteniamo fondamentale l’inclusione della figura dell’Oss. Forse la Regione non lo sa, ma l’Oss nasce dall’accordo in Conferenza Stato-Regioni del 2001, che ne è totalmente responsabile per la formazione e l’impiego nei servizi sanitari, sociosanitari e sociali. La puericultrice è una figura ancora riconosciuta nell’elenco del ministero, e l’infermiere generico, pur essendo figura a esaurimento, opera come sanitario nelle aziende ospedaliere e nelle strutture assistenziali.

Sottolineiamo come la Legge 3/18 abbia integrato l’Oss nell’area delle professioni sociosanitarie nonostante continui a soffrire di problematiche legate al riconoscimento professionale, nonché di incoerenze legate alle competenze e alla formazione che meritano ascolto e soluzioni. La Regione, quindi, non dovrebbe esimersi dal considerare questi operatori come figure alla pari delle altre, dall’includerli e dal non discriminarli.

Discriminazione da parte di altre categorie e poca considerazione da parte delle istituzioni hanno prodotto fenomeni gravi. Sarebbe importante, inoltre, valutare il tema degli operatori sociosanitari che operano nelle Rsa – Ra – terzo settore, dove gravano anche compiti di natura logistico-organizzativa non rientranti nel profilo professionale dello stesso. Il quadro che emerge è decisamente preoccupante.

Riteniamo doveroso dare la possibilità a questi profili, attraverso la federazione Migep, di essere inseriti in questo tavolo tecnico per promuovere le figure, tutelarle e calcolarne sopratutto il fabbisogno.

Redazione Nurse Times

ALLEGATO: Lettera Migep all’assessore Saitta