La pulizia del cavo orale è una pratica raccomandata non solo per il comfort del paziente ma anche per prevenire le infezioni

La maggior parte dei pazienti, qualora siano intubati o sedati, hanno una riduzione delle secrezioni salivari (che aiutano ulteriormente la rimozione della placca microbica e contengono immunoglobuline protettive riducendo al minimo la proliferazione batterica) e i normali meccanismi fisiologici, atti a mantenere in salute il cavo orale, si alterano.

Soprattutto nei pazienti intubati, e sottoposti a ventilazione meccanica, l’integrità del cavo orale si deteriora rapidamente.

La scarsa igiene orale comporta la formazione di placca, alterazioni del pH, infiammazioni ed irritazioni della mucosa.

La concomitanza di questi fattori causa un aumento della colonizzazione batterica nella mucosa orale e una compromissione del sistema immunitario.

Nell’arco di 48 ore dall’ammissione in ospedale, la composizione della flora batterica del paziente subisce un mutamento con l’aumento di germi Gram negativi e con la costituzione di un substrato di microrganismi più virulenti come ad esempio: lo Stafilococco aureo meticillino-resistente, la Klebsiella pneumoniae e la Pseudomonas aeruginosa.

Inoltre, il quadro generale del paziente è ulteriormente aggravato dalla presenza del tubo endotracheale, il quale funge da tramite diretto con le basse vie dell’apparato respiratorio.

L’igiene del cavo orale con uso di antisettici è stata considerata, tra i vari interventi, come una componente vitale delle strategie da attuare per prevenire la VAP.

Il collutorio a base di Clorexidina allo 0,12% (la sua azione batteriostatica è misurata fino a 12h dal suo utilizzo) è stato approvato come antisettico di scelta, in quanto inibitore della formazione della placca dentale e della gengivite; profilattico per ridurre le infezioni del tratto respiratorio inferiore ed efficace nell’eliminazione di patogeni potenzialmente correlati allo sviluppo delle VAP, soprattutto Gram-negativi.

La pulizia con perossido di idrogeno e bicarbonato è utile per rimuovere detriti che si accumulano nel cavo orale ma, se non ben diluiti, questi prodotti possono causare ustioni della mucosa.

Per una corretta igiene del cavo orale le linee guida del CDC di Atlanta suggeriscono di svolgere, inizialmente, un’accurata valutazione del bisogno d’igiene da parte del paziente e quindi valutare la presenza di:
  • alterazioni iatrogene delle funzioni fisiologiche del cavo orale (causate da intubazione, terapie farmacologiche, ossigenoterapia, radiazioni, disidratazione terapeutica);
  • xerostomia (ridotto flusso salivare, mucosa asciutta ed eritematosa con perdita delle papille, lingua lobulata o fissurata, labbra asciutte e screpolate, presenza di residui organici nel cavo orale);
  • immunodepressione e alterazione della normale flora microbica (presenza di placche biancastre e flogosi associate a infezione da Candida albicans, ulcere erpetiche, alitosi, ecc.).

Una maggiore efficacia della presente procedura è garantita dall’associazione di antisettici con lo spazzolamento dei denti, il quale può avvenire tramite degli spazzolini monouso particolarmente pratici, presenti nelle Terapie Intensive.

L’igiene del cavo orale è una pratica che andrebbe svolta, secondo la letteratura scientifica, ogni 12 ore e, dunque, rendendola parte integrante della valutazione di routine del paziente.

Infatti, la ricerca mostra che l’implementazione di un protocollo di igiene orale può ridurre l’incidenza di VAP dal 46% a quasi il 90%, riducendo sostanzialmente i costi associati.

Stefania Aldi

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