Il ministro della Funzione pubblica: “Può essere una soluzione per l’efficienza della Pa”. Si partirà dalla Campania.

Concorsi regionali per tutti nella pubblica amministrazione. Per frenare i fenomeni di mobilità, spesso dal Nord verso il Sud, territorio di provenienza di molti aspiranti dipendenti pubblici, il ministro della Funzione pubblica, Giulia Bongiorno, è pronta a proporre come sistema di reclutamento nello Stato la selezione rigorosamente regionale. Con vincolo di permanenza o domicilio professionale per i candidati, questo è ancora da vedere.

L’annuncio della svolta regionalista nel reclutamento dei dipendenti pubblici è stato dato dalla Bongiorno ieri, nel corso di un incontro con i giornalisti a margine del Forum Pa. «L’idea – ha detto – è di estendere le sperimentazioni che stiamo portando avanti con alcune regioni». La prima a partire sarà la Campania: Bongiorno ha sottoscritto un’intesa con il presidente Vincenzo De Luca per l’assunzione tra varie amministrazioni locali di ben 10mila nuovi dipendenti. Il bando sarà pronto entro agosto. A gestire la selezione sarà il Formez.

«So che molti che si opporranno – ha detto ancora Bongiorno –, ma compito di un ministro è anche quello di fare scelte in cui crede, anche se al momento forse impopolari. Per me i concorsi territoriali possono rappresentare una soluzione per l’efficienza della Pa». Del resto, nei prossimi anni i numeri del reclutamento saranno sostanziosi: «Il nostro dipartimento stima che nel 2019 ci saranno 150mila cessazioni con la legge Fornero e 100mila cessazioni con “quota 100”. In totale 250mila cessazioni. Bisogna fare un ricambio e con concorsi sprint».

Secondo il rapporto del Forum Pa, nell’arco di 3-4 anni saranno circa 550mila i dipendenti pubblici che avranno maturato i requisiti per ritirarsi dal lavoro. Un ricambio che potrà comportare problemi di sotto organico, soprattutto in settori come la sanità e la scuola, per i quali si stimano pensionamenti rispettivamente per 100mila e 204mila persone. Tra le riforme in arrivo, anche quella della revisione dei corsi di formazione universitaria: c’è un tavolo aperto con il ministero dell’Istruzione, università e ricerca per un accesso diretto dall’università alla Pa.

«Con il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, abbiamo deciso di creare un corso che permetta al ragazzo che studia all’università, alla fine del suo percorso, di poter fare un concorso direttamente nella pubblica amministrazione», ha detto Bongiorno. Una p.a., quella di oggi, poco qualificata, secondo il rapporto del Forum, in cui ciascun dipendente ha usufruito mediamente solo di una giornata di formazione, mentre gli investimenti per l’aggiornamento si sono dimezzati in dieci anni.

«Per creare valore pubblico, la Pa deve innanzitutto investire sulle proprie persone, deve diventare più giovane, più qualificata, più libera di misurare e valutare il personale», è la richiesta di Carlo Mochi Sismondi, presidente di Forum Pa. Apertura della Bongiorno anche sul fronte dei contratti pubblici: «Nella prossima Legge di bilancio ci saranno ulteriori risorse».

Redazione Nurse Times

Fonte: Italia Oggi