Quanto è importante la disponibilità di tempo al fine del raggiungimento di una buona performance lavorativa all’interno di una équipe infermieristica?

Alcuni ricercatori israeliani si sono posti questa domanda e hanno indagato come la disponibilità di tempo (e di altre risorse, ad esempio autonomia nelle scelte e feedback ricevuti) possa incidere sui processi di apprendimento e, quindi, sull’efficacia di un team.

Alla base della loro ricerca vi è il legame tra “team accountability”, definita come responsabilità o meglio senso di responsabilità di gruppo – cioè la percezione che i membri di un team hanno circa l’importanza dell’essere responsabile per le proprie azioni e dell’imparare dalle conseguenze – e i processi di apprendimento di gruppo.

In sostanza, i ricercatori si sono domandati se ci fossero dei fattori favorenti questo legame, ponendo l’attenzione sulla presenza di alcune risorse organizzative: il tempo a disposizione dell’équipe, il suo livello di autonomia e i feedback ottenuti.

I risultati non stupiscono nessuno e servono anzi a dare forza alle parole di quanti evidenziano da tempo come la scarsità di risorse sia alla base della sempre maggiore inefficacia del sistema attuale; è emerso infatti come la risorsa “disponibilità di tempo” sia fondamentale: quando essa è scarsa, la presenza di “team accountability”, cioè senso di responsabilità all’interno di un gruppo di lavoro, non conduce a effetti positivi; ciò avviene, invece, quando essa è abbondante.
La disponibilità di tempo consente al gruppo di riflettere sui processi lavorativi, sui possibili miglioramenti perseguibili e su come pianificarne l’attuazione.
Lo stesso effetto positivo si è avuto in presenza di alti livelli di autonomia, dimostrando come essa costituisca un altro fattore importante per il raggiungimento di performance ottimali.

Questo studio ha affrontato un tema importante per il management infermieristico – italiano non solo israeliano -, una vera sfida all’interno del panorama attuale, caratterizzato da un impoverimento delle risorse disponibili, soprattutto in termini di staffing e, conseguentemente, di tempo.

Aver aumentato le responsabilità in capo agli operatori sanitari (vedi legge Gelli) non conduce automaticamente ad alcun risultato positivo, anzi: la frenesia sprona i lavoratori a focalizzarsi sulla ripetizione di automatismi, negando loro la possibilità di agire appieno la propria professionalità.

Cosa possono fare gli infermieri, dal canto loro?

Innanzitutto fare riferimento al proprio codice deontologico, il quale, all’art. 47, esorta il professionista a contribuire “ad orientare le politiche e lo sviluppo del sistema sanitario, al fine di garantire il rispetto dei diritti degli assistiti, l’utilizzo equo ed appropriato delle risorse e la valorizzazione del ruolo professionale”; all’art. 48, ancora, sostiene che “l’infermiere, ai diversi livelli di responsabilità, di fronte a carenze o disservizi provvede a darne comunicazione ai responsabili professionali della struttura in cui opera o a cui afferisce il proprio assistito.”

L’esortazione è ad attribuire un significato concreto a queste parole, utilizzando i risultati della ricerca per diffondere la comprensione delle problematiche che, affliggendo la nostra professione, privano il cittadino dell’assistenza adeguata.

Daniela Pasqua

Fonti

(Rashkovits, Sarit, and Anat Drach-Zahavy, The moderating role of team resources in translating nursing teams’ accountability into learning and performance: a cross-sectional study, Journal of advanced nursing 73.5 (2017), 1124-1136)