La riforma della Pubblica amministrazione interessa anche il sistema sanitario nazionale. Presi di mira ben 180 prestazioni soprattutto diagnostiche che il ministero della Sanità inserirà nella lista nera degli esami “inappropriati”. Una spending review che ridisegna le regole che i medici dovranno seguire prima di prescrivere visite specialistiche o esami sulla ricetta rossa.

Secondo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, la sanità italiana può migliorare “…puntiamo su misure di buon senso, non a fare gli sceriffi. Abbiamo avuto un incontro proficuo con i medici sul Dl enti locali e per far funzionare l’appropriatezza prescrittiva il sistema deve essere da loro condiviso. Abbiamo parlato di appropriatezza prescrittiva, su cui in questi giorni sono state dette molte cose scorrette. Ciò che viene risparmiato deve essere reinvestito in sanità”.

Siamo giunti quindi nell’era della “appropriatezza prescrittiva” e la lista dettagliata sarà contenuta nel decreto che il ministero della Salute dovrà adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore del Dl enti locali.

Lorenzin spiega che “..il cittadino deve essere in grado di conoscere ed essere informato. Nessuno impedirà che, di fronte a una malattia grave, si faccia un esame. Ciò su cui ci concentriamo sono piuttosto questioni che riguardano il costume e non c’è nessuna volontà di mettere in pericolo la salute e la prevenzione”, ha continuato il ministro, sottolineando che “se il medico decide di dare indicazioni differenti lo può fare: Basta che lo motivi”.

Il ministero della Salute cercherà di contrastare la questione della medicina difensiva che costa caro al Sistema sanitario nazionale e incide fortemente sull’appropriatezza prescrittiva. Alcuni medici infatti, per paura di eventuali cause legali, tendono a richiedere esami spesso superflui.

Tra le altre novità previste dalla riforma: la distinzione tra medico dipendente e libero professionista in caso di presunto errore; la responsabilità civile del camice bianco dipendente del Ssn dovrà essere di natura extracontrattuale con tempi di prescrizione di 5 anni e non di 10 anni come avviene oggi. Inoltre è prevista la definizione nei codici di una fattispecie ad hoc per la colpa medica. Verrà limitata la rivalsa da parte dell’azienda nei confronti del medico. Ci dovrebbe essere infine l’obbligo di una preventiva conciliazione con il cittadino per le strutture pubbliche.

La lista nera degli esami “inappropriati” riguarderà le cure dentistiche ospedaliere che saranno assicurate solo ai ragazzi sotto i 14 anni e ai pazienti economicamente disagiati. Le Regioni già da tempo applicano programmi di tutela nell’età evolutiva e l’assistenza odontoiatrica e protesica a determinate categorie vulnerabili. La bozza del documento “si limita a omogeneizzare le condizioni già applicate definendo esplicitamente i criteri utilizzati e specificando per ciascuna prestazione quali sono i soggetti beneficiari (minori fino a 14 anni, vulnerabili per motivi sanitari, vulnerabili per motivi sociali), lasciando comunque alle Regioni il compito di fissare le soglie di reddito o di Isee che discriminano la vulnerabilità sociale”. Le prestazioni di odontoiatria interessate sono 35 su 180 (20% circa).

Anche per i test genetici sono previsti tagli. “Si tratta di prestazioni molto onerose – si legge nella bozza – che vengono prescritte da specialisti ed eseguite una sola volta nella vita. Nel decreto saranno riservate alla diagnosi di specifiche malattie genetiche definite in un elenco a parte” Non sarà più possibile prescriverle per una generica mappatura del genoma o a fini di ricerca. Le prestazioni di genetica interessate sono 53 su 180 (30% circa) e alla loro individuazione hanno contribuito esponenti di rilievo della Società italiana di genetica umana (Sigu).

Fra le voci che verranno sottoposte a controlli più rigidi anche l’allergologia. Alcuni test allergologici e le immunizzazioni (cosiddetti vaccini) dovranno essere prescritti solo a seguito di visita specialistica allergologica.

In tema di esami di laboratorio il provvedimento riguarda: alcune prestazioni di basso costo (il cui importo spesso è già coperto dall’assistito non esente col ticket), per le quali vengono descritte condizioni di erogabilità (non si possono prescrivere per generici follow-up, ma solo in base a precise indicazioni cliniche). In particolare, si prevede che in assenza di qualsiasi fattore di rischio (familiarità, ipertensione, obesità, diabete, cardiopatie, iperlipemie eccetera) il colesterolo e i trigliceridi siano ripetuti ogni 3 anni. Infine prestazioni specifiche potranno essere erogate per la diagnosi e il monitoraggio di specifiche patologie (ad esempio test del sudore per la fibrosi cistica).

Per la diagnostica per immagini il provvedimento si è concentrato solo su Tac e Rmn degli arti e la Rmn della colonna con mezzo di contrasto, per un totale di 9 prestazioni. Il ministero ritiene che la prescrizione di queste prestazioni secondo i livelli di appropriatezza proposti possa contribuire anche a ridurre le liste di attesa.

Per quanto riguarda la dialisi, “le condizioni di erogabilità sono riservate alle metodiche di base (domiciliari e ad assistenza limitata) che risultano appropriate solo per pazienti che non presentano complicanze da intolleranza al trattamento e/o che non necessitano di correzione metabolica intensa. Si tratta di 2 prestazioni”.

Per la medicina nucleare le indicazioni di appropriatezza sono limitate a “4 prestazioni di interesse assolutamente specialistico (prescritte dallo specialista), per le quali vengono definite condizioni di erogabilità e indicazioni prioritarie legate a patologie gravi di tipo neoplastico”.

Nel decreto sugli enti locali appena convertito dal Parlamento il Governo ha l’obiettivo di tagliare le spese, dunque queste prestazioni passeranno a totale carico del cittadino.

Per conoscere nel dettaglio i criteri prescrittivi per le 180 prestazioni sanitarie bisogna ancora attendere, ma esiste già un documento con “le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva”. Inoltre, il dl enti locali prevede che la prescrizione non appropriata possa essere contestata al medico dipendente che rischia sanzioni sul salario accessorio.