L’ammontare dell’ingiusto profitto ammonta a più di 12 milioni di euro.

Rimborsi sanitari gonfiati, ambulatori che cambiano di destinazione quando arrivano le ispezioni e falsificazioni di cartelle cliniche. Sono 14 i rinvii a giudizio per la maxi-truffa al Sistema sanitario compiuto all’Ospedale Israelitico di Roma. Tra loro, anche l’ex direttore generale Antonio Mastrapasqua, l’allora direttore sanitario Luigi Spinelli e una sfilza di responsabili amministrativi, medici e infermieri, oltre che lo stesso Ospedale Israelitico, per responsabilità amministrativa dell’ente. L’ammontare dell’ingiusto profitto ammonta a più di 12 milioni di euro. I fatti contestati vanno dal 2012 al 2014 e riguardano le sedi di via Fulda e via Veronese. A disporre il rinvio a giudizio, il giudice Paola Di Nicola, su richiesta del pm Corrado Fasanelli.

Truffa aggravata ai danni del Sistema sanitario regionale e falso, i reati contestati, a seconda delle posizioni. Disposto il non luogo a procedere per un responsabile, Riccardo Pezzi, mentre due collaboratori amministrativi hanno patteggiato due anni di pena. Secondo gli inquirenti, i sanitari, con l’avallo dei vertici amministrativi, facevano passare operazioni tipo biopsie prostatiche e tiroidee, e correzioni dell’alluce valgo, come interventi più costosi: un modo per ottenere rimborsi sanitari superiori. In più, per permettere che l’ospedale fosse accreditato a fare determinati interventi chirurgici, nei giorni dei controlli ispettivi venivano alterati gli ambienti ospedalieri: «Dovete fare il cinematografo dell’altra volta», dicevano fra loro gli imputai intercettati dal Nas dei carabinieri.

Redazione Nurse Times

Fonte: la Repubblica