Attrice cinematografica e televisiva, ambassador Women per EXPO 2015, Rosanna Zagaria, in arte Rosanna Banfi si definisce “una signora, che si è imbattuta in una malattia circa sette anni fa e fortunatamente ne è uscita”.

Sono stata una persona fortunata – continua l’attrice – anche perché ho incontrato sul mio percorso di guarigione dei bravissimi professionisti: ho un ricordo bellissimo delle infermiere quando facevo la chemioterapia, erano praticamente quasi più importanti dell’oncologo. Con loro con ho avuto un dialogo più diretto, capiscono immediatamente di cosa hai bisogno, cosa senti, e si parla dei propri piccoli problemi, mentre l’oncologo mette anche un po’ di timore dall’altra parte della scrivania. Credo che l’infermiere sia la prima persona dalla quale si passa per arrivare poi agli specialisti, ed è proprio il trait d’unionn tra il malato ed il medico”.

Il valore della formazione per la Banfi, ed in modo particolare del titolo accademico, è altissimo: “Gli infermieri adesso sono tutti laureati, mentre prima magari c’era più approssimazione; è gente che ha studiato e per questo è diventata specializzata, e questo il malato lo sente. Di infermieri ne ho conosciuti tanti durante le varie edizioni della Race for the Cure a Roma, a Bari, a Bologna e ora anche a Brescia, e sono tutti giovani studiosi e volenterosi; non c’è più l’infermiere di una volta, ora hanno tutti voglia di essere vicini al cittadino, soprattutto nel volontariato. Tutto ciò cambia la professione, portandola ad un alto livello.

La prevenzione , soprattutto per gli infermieri, detto da una che è madrina insieme a Maria Grazia Cucinotta della Race for the Cure e che ha vissuto in prima persona la malattia, è basilare per tutti, e soprattutto per alcuni tipi di tumore come quello al seno ti salva proprio la vita, perché è una neoplasia dal quale si può guarire se presa in tempo, perciò è proprio la prevenzione è che fa la differenza, e questo si deve dire e far capire alla gente. In questo ambito la figura dell’infermiere è il personaggio chiave per migliorare la prevenzione per il cittadino, rispecchiando pienamente queste caratteristiche, perché può essere colui che si accorge magari per primo delle paure di una persona, avendo un rapporto più diretto, e cerca di farle passare, perché molta gente non fa prevenzione per paura”.

La Banfi lancia un messaggio ai politici per gli infermieri italiani, a seguito delle varie difficoltà del sistema sanitario nel trovare loro un’occupazione, costringendoli ad andar via dal nostro paese per lavorare in nazioni come Inghilterra, Francia e Germania: “Ragazzi, sono dalla parte vostra, dalla parte di un giovane che studia nel suo paese e sacrifica anni della propria vita nello studio dell’infermieristica, ed ha diritto di lavorare nel suo paese; magari può fare delle scelte personali e fare esperienze all’estero per motivi propri, però bisogna dare la possibilità di lavorare nella propria nazione.”

Ringraziamo Rosanna Banfi per la speciale intervista concessa a Nurse Times, chiudendo col suo saluto a tutti gli infermieri italiani: “Siete gli angeli custodi dei malati, e restate sempre angeli puliti!

Savino Petruzzelli