Riceviamo e pubblichiamo un appello del gruppo “Enpapi cambia verso”, indirizzato alla presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli, e ai presidenti degli Ordini provinciali (Opi).

PREMESSA

Come ampiamente noto, il 19 febbraio 2019 un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ha raggiunto i più alti vertici dell’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica (ENPAPI): a seguito di questa ordinanza il Presidente dell’Ente Mario Schiavon ed il Direttore Generale Marco Bernardini, sono stati tratti in arresto accusati del gravissimo reato di corruzione. A causa di questi eventi, che hanno avuto eco a livello nazionale, tutta la professione infermieristica è uscita profondamente ferita, soprattutto nell’immagine e nell’onorabilità.

Il 18 marzo 2019, l’On. Stefania Mammì, deputata al Parlamento, ed Infermiera libera professionista ha presentato, quale prima firmataria, l’interrogazione parlamentare n. 4-02518 con la quale auspicava il commissariamento dell’Ente.

Il successivo 20 marzo 2019 con decreto a firma del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali On. Luigi Di Maio e del Ministro dell’Economia e delle Finanze Prof. Giovanni Tria, veniva nominato il Prof. Eugenio D’Amico quale Commissario straordinario dell’ENPAPI.

Nonostante l’unanime plauso, anche da parte della Federazione delle Professioni Infermieristiche, nei confronti della decisione di azzerare i vertici della Cassa, si presentava una criticità relativa all’ampiezza del mandato commissariale; ad una attenta lettura del testo del decreto infatti, il Commissario straordinario sembrava investito dei soli compiti spettanti al Consiglio d’Amministrazione. Nulla si diceva invece in relazione alle funzioni del Consiglio d’Indirizzo Generale, organo essenziale soprattutto – ma non solo – per l’esecuzione di un atto fondamentale quale l’approvazione del bilancio dell’Ente.

Questa situazione di incertezza e la sostanziale paralisi dell’azione commissariale, è stata ben rappresentata da un secondo atto di sindacato ispettivo (interrogazione parlamentare), sempre a firma dell’On. Stefania Mammì, pubblicato in data 5/06/2019; con questo passaggio istituzionale, si auspica un intervento chiarificatore dei Ministeri vigilanti volto a sbloccare la situazione, partendo in primis con il superamento dei dubbi che non hanno consentito al Commissario, dopo quasi tre mesi di lavoro, di approvare il bilancio consuntivo al 31.12.2018.

Diventa oggi essenziale – anche per non rendere inutile un atto significativo come il commissariamento – definire chiaramente i poteri del Commissario straordinario, soprattutto in relazione al mandato a lui conferito su tutti gli Organi dell’Ente – e non solo sul Consiglio d’Amministrazione – che non può che auspicarsi il più ampio possibile, anche al fine di inaugurare una profonda e, come sottolineato soprattutto dalla base della nostra professione, non più rimandabile stagione di riforme.

Tuttavia, per realizzare quanto auspicato, è necessario che il Commissario abbia, oltre una chiarezza giuridica del proprio mandato, anche un armonico sostegno da parte di tutte le istituzioni e le figure rappresentative della politica e della professione.

Se il Parlamento, nella persona dell’On. Stefania Mammì, e il Governo, nelle persone dei Ministri Di Maio e Tria, hanno svolto compiutamente il loro lavoro, in questo momento di incertezza – che deve rapidamente essere superato con le opportune iniziative – anche la professione, tramite i vertici territoriali e nazionali deve far sentire la propria presenza, dimostrando attenzione per una struttura essenziale per la tutela del mondo infermieristico libero professionale.

APPELLO

Per queste ragioni, con il presente appello chiediamo a tutti gli iscritti all’ENPAPI ed a tutti i colleghi infermieri (anche coloro che non sono iscritti all’Ente previdenziale dei liberi professionisti), le opportune azioni di pressione nei confronti dei Ministeri vigilanti e del Governo, con la finalità di chiarire il ruolo, il perimetro d’azione e il mandato del Prof. Eugenio D’Amico, Commissario straordinario dell’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica (ENPAPI).

Il Prof. D’Amico infatti deve essere messo in grado di svolgere con autorevolezza e speditezza il proprio ruolo, in modo da poter condurre con celerità l’Ente a nuove elezioni con le quali la popolazione degli Iscritti potrà rinnovare gli Organi sociali, nell’ottica di un rilancio e un profondo rinnovamento dell’Istituzione ferita dalle gravi vicende giudiziarie. A tal fine, viste le dichiarazioni della Presidente della FNOPI, dr.ssa Barbara Mangiacavalli, che dimostrano una sostanziale convergenza con le istanze sopra citate, chiediamo in modo particolare agli OPI provinciali ed alla stessa FNOPI di diffondere e sottoscrivere questo appello.

Redazione Nurse Times