Dalle intercettazioni risulta che il medico voleva risollevare il reparto di Cardiologia: “Voi a caccia di voti. A me interessa la qualità del lavoro”.

C’è un primario che non ha paura di fare la voce grossa in direzione. Dice: «Voi siete solo a caccia di voti. A me, invece, interessa la qualità del lavoro». Si chiama Claudio Cavallini ed è la punta di diamante di Cardiologia. Secondo i magistrati della Procura che hanno portato avanti la maxi-inchiesta sulle presunte assunzioni truccate al Santa Maria della Misericordia di Perugia, il direttore, indirettamente registrato e non indagato, è “consapevole delle modalità con cui è stato gestito il concorso” per infermieri (due risulterebbero raccomandati) e “non sembra concordare sul sistema di gestione”.

IL PROBLEMA – Aveva un «problema» da risolvere: la «penuria spaventosa di gente capace» in Terapia intensiva, dove ormai da anni «il carico di lavoro è pesantissimo» a causa della sproporzione tra pazienti e infermieri. Chi se n’è andato è stato rimpiazzato da «persone più giovani che non sono per niente capaci». Per risollevare le sorti del reparto – ne è convinto – «è importante la selezione». Cavallini segnala «due ragazzi molto bravi» con esperienza specifica alla componente della commissione d’esame, Gabriella Carnio, responsabile delle professioni sanitarie dell’Azienda ospedaliera. Inizialmente riceve «rassicurazioni» dalla donna, indagata, «salvo poi scoprire che la prima si è collocata al 385esimo posto in graduatoria», mentre l’altro è al 600esimo. «Non hanno alcuna possibilità di entrare», ammette il direttore amministrativo Maurizio Valorosi.

IL CONFRONTO – II faccia a faccia tra l’insoddisfatto Cavallini e la Carnio è duro. Il primario di Cardiologia – è spiegato – “chiede conto del fatto che due infermieri che egli reputava capaci” sono fuori, e lei “ammette di aver avuto l’impossibilità di gestire il concorso, avendo ricevuto un numero smisurato di pressioni”. «Emo fatto il meglio possibile – si giustifica nella sala riunioni del Creo –. C’ho tutti i fogli a casa, eh? So’ tanti… erano tanti da sistema… tanti… tanti. Cavallini, tanti… di qui, a ragazzi, che voi non ve rendete conto di queste cose quel che c’è (…). Tutto il mondo, tutti, tutti, tutti… tutti». Cavallini mantiene il suo aplomb, ribadendo che lui «non è a caccia di voti», ma è interessato alla funzionalità della struttura. Carnio, che quando ha ricevuto la richiesta degli atti della procedura da parte della polizia giudiziaria esclamò ad alta voce: «Madonna santa, aiutaci», è accusata di abuso d’ufficio, rivelazione di segreto e falso insieme all’ex dg Emilio Duca, a Valorosi e all’ex assessore Luca Barberini.

L’INCONTRO – Proprio quest’ultimo, che venerdì è tornato libero dopo aver trascorso una settimana agli arresti domiciliari, non è passato inosservato sabato, quando è stato visto in un bar nel centro di Foligno, in compagnia dell’ex governatrice Maria Rita Lorenzetti. Cronaca dal tribunale: l’avvocato David Brunelli bussa al Riesame per provare a ottenere la revoca della misura cautelare anche per Valorosi e l’ex segretario del Pd, Gianpiero Bocci, di cui rivendica la «condotta onesta e cristallina».

Redazione Nurse Times

Fonte: Il Messaggero