La Giunta regionale del Veneto, guidata dal presidente leghista Luca Zaia, attraverso una delibera autorizza “il personale scolastico” alla somministrazione dei farmaci a scuola agli alunni affetti da patologie già diagnosticate o dettati dall’urgenza

Il tema della somministrazione dei farmaci a scuola agli alunni affetti da patologie già diagnosticate che richiedono un intervento programmato o che si possono manifestare in modo acuto e non prevedibile richiedendo un intervento in urgenza in ambito ed orario scolastico (es. allergie, asma, diabete, epilessia), è stato affrontato congiuntamente dai ministeri competenti.

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) e dal Ministero della Salute attraverso le raccomandazioni prot. 2312 del 25 novembre 2005 contenenti tutte le linee guida, definiscono gli interventi finalizzati all’assistenza di studenti che necessitano di somministrazione di farmaci in orario scolastico, al fine di tutelarne il diritto allo studio, la salute ed il benessere all’interno della struttura scolastica.

Nel novembre 2012 poiché le suddette raccomandazioni “non esauriscono tutta la gamma di situazioni da affrontare”, veniva istituito il “Comitato Paritetico nazionale per la somministrazione di farmaci a scuola”.

Lo stesso indicava tra le sue priorità la definizione di Linee guida nazionali contenenti istruzioni per la gestione sia della continuità terapeutica sia delle emergenze, con il coinvolgimento di tutti i soggetti competenti.

Questa è forte… da un lato sperimentano i reparti a gestione infermieristica e da un altro zitti zitti fanno somministrare i farmaci nelle scuole alle maestre

Nella delibera si legge Al riguardo, occorre considerare che la somministrazione dei farmaci a scuola esula dalle mansioni tipiche del personale scolastico, docente o amministrativo, al quale non viene normalmente impartita una specifica formazione in materia, fermo restando che tutti i cittadini sono obbligati dalle disposizioni vigenti ai doveri di primo soccorso e che nelle scuole il personale designato è formato ai sensi del sopra citato D.M. 388 del 15.7.2003 in attuazione dell’art. 15 del D.Lgs. 626/94 e s.m.i., Si ritiene quindi importante attivare dei percorsi per colmare le possibili carenze normative riferite alla somministrazione dei farmaci a scuola, sia a garanzia del minore in situazione di difficoltà che dell’operatore che interviene a somministrare il farmaco, considerato che esiste uno specifico obbligo a carico dell’istituzione scolastica riguardo al benessere del minore ad essa affidato.

Ciò chiarito e preso atto del fatto che finora la “somministrazione di farmaci a scuola” è stata comunque regolamentata mediante accordi locali di collaborazione stipulati negli anni tra singole Aziende ULSS e Uffici Scolastici Territoriali, si conviene oggi sulla necessità di fare il punto sulle migliori pratiche e divulgarle per favorire, nei limiti delle competenze regionali in ambito sanitario, l’approccio il più possibile omogeneo sui percorsi d’intervento realizzabili nei casi in cui si registri la necessità improrogabile di somministrare i farmaci in orario e ambito scolastico sulla base delle certificazioni mediche rilasciate dal pediatra di Libera Scelta, dal medico di Assistenza Primaria o dal medico specialista”.

E si stabilisce che “…Condizione necessaria per la somministrazione di farmaci a scuola è la presenza della certificazione del medico curante sullo stato di malattia dell’alunno con la prescrizione della terapia specifica di cui lo studente necessita e la dichiarazione che non occorre la presenza di una figura sanitaria.

Il personale scolastico in via del tutto volontaria somministra i farmaci a condizione, pertanto, che tale somministrazione non richieda possesso di cognizioni di tipo sanitario, né esercizio di discrezionalità tecnica”.

In un recente articolo da noi pubblicato, viene condotto uno studio di fattibilità di un progetto volto all’introduzione di una figura infermieristica all’interno del sistema scolastico italiano. Nello studio proposto dalla dott.ssa Francesca Moschetti, viene riportata la descrizione dell’esperienza sperimentale in un istituto di scuola media superiore di secondo grado della provincia di Massa Carrara.

Partendo da una proposta di legge della senatrice radicale Emma Bonino del 2010, si evidenzia che anche in Italia tale ruolo abbia suscitato interesse nel corso degli anni anche se poi non è mai stato approfondito l’argomento.

Il progetto di ricerca ipotizza l’inserimento della figura dell’infermiere scolastico all’interno del sistema scolastico italiano, per capire le opportunità e quali progetti educativi finalizzati ai diversi gradi scolastici, tenendo in considerazione quale percezione di tale figura abbiano genitori e personale scolastico, come pure la necessità sia per gli interventi diretti che nei processi educativi.

Come si può evincere in letteratura, l’infermiere scolastico risulta essere presente nella maggior parte della realtà internazionale con benefici sia per l’utenza, in termini di salute, intesa in senso olistico,  e in termini di maggiore sicurezza dichiarata da parte dei genitori degli studenti e del personale scolastico, docente, tecnico ed amministrativo, sia perché, accolta positivamente dall’utenza.

L’infermiere scolastico  viene concepito, e viene riconosciuto dall’utenza, come il “traduttore” tra il  linguaggio del mondo adolescenziale  e quello adulto e viceversa.

La strada che potrà portare verso l’obiettivo dell’istituzione dell’infermiere scolastico è ancora lunga. La nostra mission è lanciare la proposta; ai politici l’arduo compito di decidere a chi affidare la salute dei propri figli in luoghi considerati sicuri come le scuole…

Redazione NurseTimes

Allegato

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE Veneto n. 3 del 04 gennaio 2019