Oggi 18 marzo si celebra la Giornata mondiale del sonno indetta per sensibilizzare la popolazione sulle problematiche legate alla mancanza di sonno

Alcuni dei disturbi quali l’apnea notturna e il russamento possono colpire gran parte della popolazione.

Ne soffre il 45% della popolazione mondiale e meno di un terzo ricerca l’assistenza di personale qualificato. A richiamare l’attenzione su queste patologie, ancora poco note e poco valutate è la World Association of Sleep Medicine (WASM) promuovendo una giornata dedicata al sonno dal titolo “Good Sleep is a reachable dream”.

Siamo alla nona edizione, evento che si ripete con cadenza annuale.

Circa 9 milioni di persone in Italia sono affette da insonnia cronica.

Una ‘notte in bianco’ causa stanchezza, sonnolenza, deficit di concentrazione e di memoria e disturbi dell’umore come depressione ed ansia.

Una riduzione di sonno cronica può essere all’origine di obesità, diabete, ipercolesterolemia, ed è tra le cause di disturbi cardiocircolatori quali infarto ed ictus. Negli anziani le malattie del sonno sono molto frequenti e riguardano il 60% delle persone. Inoltre, i disturbi del sonno – spiegano gli esperti – alla guida o sul lavoro, sono causa spesso di incidenti mortali.

In Italia, secondo stime dell’ACI, i colpi di sonno causano sulla strada 250 morti e 12.000 feriti in media all’anno e danni per un miliardo di euro.

Una recente normativa Europea, recepita a gennaio nell’ordinamento italiano, ha stabilito regole più severe per il rinnovo della patente per chi soffre di apnee nel sonno (VEDI).

Negli ultimi 50 anni, si è registrata una riduzione media di sonno giornaliera di circa 1,5-2 ore ed è sempre più in aumento il numero di persone che soffrono di insonnia.

La riduzione di sonno è causa già il giorno seguente di stanchezza, deficit di concentrazione e di memoria, disturbi dell’umore. Una riduzione di sonno cronica, inoltre, contribuisce ad obesità, diabete, ipercolesterolemia, depressione ed è tra le cause di disturbi quali infarto e ictus.

Nei bambini, poi, la carenza di sonno è anche responsabile di deficit nello sviluppo psicofisico, difficoltà di socializzazione e di alimentazione.

“In giornate sempre più lunghe e fitte di impegni – spiega Pierluigi Innocenti, neurologo e presidente dell’Associazione scientifica per la cura dei disturbi del sonno (Assirem) – la necessaria attenzione al sonno è sempre più carente perchè considerato come un momento di ‘vita perso’. Molte importanti funzioni invece si svolgono prevalentemente durante il sonno, come la produzione di alcuni ormoni e il consolidamento della memoria. E non meno gravi sono le conseguenze sociali dei disturbi del sonno, basti pensare ai colpi di sonno alla guida o sul lavoro causa spesso di incidenti mortali”.

Tra le iniziative per la Giornata, l‘Assirem – in collaborazione con il Centro commerciale Porte di Roma e il patrocinio di varie società come l’Associazione Italiana Medicina del Sonno – realizzerà a Roma dal 18 al 20 marzo un Percorso Educativo nella Medicina del Sonno.

Gli esperti risponderanno alle domande dei cittadini, saranno distribuiti questionari e materiale informativo, spiegate le caratteristiche delle patologie e gli eventuali trattamenti sanitari.

“I disturbi respiratori nel sonno rappresentano una delle patologie che con maggiore frequenza altera la continuità del sonno, peggiorando così la qualità della vita e provocando conseguenze deleterie sulla salute  di chi ne è affetto” commenta Alberto Braghiroli Responsabile Gruppo di Studio dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO) Disturbi Respiratori del Sonno.

“Le sole apnee ostruttive colpiscono in forma grave almeno il 10% della popolazione totale, con percentuali ancora più elevate in chi soffre di ipertensione farmaco resistente, aritmie cardiache, diabete, malattie renali e metaboliche. A queste si aggiungono altri disturbi respiratori del sonno nei pazienti con scompenso cardiaco cronico, nella BPCO, nell’asma bronchiale, nella grave obesità, nelle malattie neuromuscolari, solo per citare alcuni esempi.”

Randolfi Massimo