Il dosaggio sbagliato di un farmaco, uno scambio di cartella, un prelievo ematico non eseguito possono portare al licenziamento dell’infermiere?

Il licenziamento, nel diritto del lavoro, è un istituto giuridico con cui si mette fine a un rapporto di lavoro. Può avvenire a seguito di comportamenti che compromettono il rapporto fiduciario tra azienda e dipendente, tanto da interrompere il rapporto stesso, e allora vi sono due tipologie di licenziamento:

  • Il licenziamento per giusta causa può essere disposto dal datore di lavoro quando il lavoratore realizza comportamenti disciplinarmente rilevanti così gravi da non consentire, neanche in via provvisoria, la prosecuzione del rapporto di lavoro. La giurisprudenza di legittimità ha specificato che la giusta causa si sostanzia in un inadempimento talmente grave che qualsiasi altra sanzione diversa dal licenziamento risulti insufficiente a tutelare l’interesse del datore di lavoro (Cass. 24/07/03 n. 11.516).
  • Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo avviene quando il lavoratore realizza comportamenti disciplinarmente rilevanti, ma non di tale gravità da comportare il licenziamento per giusta causa e cioè senza preavviso. Il licenziamento per giustificato motivo rientra nell’ambito dei licenziamenti di tipo disciplinare, costituendo una sanzione a comportamenti ritenuti tali da incidere in modo insanabile il proseguimento del rapporto di lavoro. Rientra nell’ambito del giustificato motivo soggettivo anche la figura del comportamento negligente del dipendente.

Il licenziamento ingiustificato è un atto nullo ab origine, del quale la giurisprudenza annulla tutti gli effetti successivi, come la perdita del posto di lavoro. Negli ordinamenti contemporanei, la libertà di licenziamento non è assoluta ma sottoposta a limitazioni più o meno incisive, tenuto anche conto che il lavoratore è ritenuto parte debole del contratto di lavoro.

Spulciando tra i vari siti internet, si trovano alcune sentenze interessanti che riguardano errori infermieristici:

  • 2017 – Scambio di neonate in una clinica: licenziata per giusta causa una infermiera; sospensione per altre due infermiere che non avrebbero rispettato i protocolli interni (successivamente licenziate). Link
  • 2015 – Licenziamento di un infermiere di una cooperativa, colpevole di aver trasportato una paziente al pronto soccorso con la documentazione sanitaria di un’altra persona. Durante il processo è emerso un precedente a carico dell’infermiere: uno scambio di paziente durante un prelievo ematico (che non si è materializzato, per la pronta reazione della paziente). Link
  • 2014 – Licenziamento di una infermiera colpevole di aver somministrato un dosaggio dieci volte superiore di eparina. Pur non provato il nesso causale, la cassazione afferma che non si poteva escludere un rapporto di consequenzialità tra gli eventi. Licenziamento ritenuto legittimo per giustificato motivo soggettivo con preavviso. Link
  • 2016 – Giusto il licenziamento dell’infermiere che colpevolmente omette la somministrazione dei farmaci prescritti. L’infermiere avrebbe siglato l’avvenuta somministrazione del farmaco, rinvenuto in seguito tra la spazzatura. Link
  • 2015 – Infermiera delega oss per la somministrazione di un farmaco e l’oss somministra il farmaco al paziente sbagliato. Il paziente non riporta alcun danno concreto. Il licenziamento è considerato legittimo in quanto il “pregiudizio all’incolumità del paziente” può essere anche solo “potenziale” e non reale. Link
  • 2014 – Licenziata infermiera coinvolta in numerosi casi di morti sospette, ma il licenziamento arriva per i selfie scattati con i cadaveri dei pazienti. Il Italia si è parlato tantissimo di questa infermiera, che nel frattempo è stata assolta per le morti sospette, ma è stata licenziata per i selfie (si attende il prossimo grado di giudizio). Link
  • 2017 – Rischiano il licenziamento quattro infermieri, che avrebbero rallentato i soccorsi di un paziente di 42 anni, morto. Le autoambulanze non erano disponibili e il paziente veniva soccorso dopo venti minuti, ma emerge che le autoambulanze erano disponibili (indagini in corso). Link
  • 2017 – Neonato in arresto cardiaco mentre l’infermiera riposava: licenziamento in tronco. Link

Questi episodi e queste sentenze devono mettere in allarme gli infermieri: errori di negligenza, imperizia e/o imprudenza possono mettere a rischio sia il lavoro che la salute del paziente. L’attenta lettura di queste sentenze porta inoltre a una riflessione che può sembrare scontata: l’infermiere deve lavorare in sicurezza. La delega all’oss deve essere eseguita solo dopo una attenta valutazione del paziente e dello stato generale di salute. Il danno potenziale è paragonabile a quello reale. La terapia deve essere chiara e comprensibile. Il medico deve essere coinvolto nei processi assistenziali, sopratutto quando ci sono dubbi sul dosaggio del farmaco.

Nelle U.O. fornite di protocolli e percorsi clinici l’infermiere deve attenersi alle disposizioni fornite, eccezione fatta per tutti i casi in cui l’utilizzo del protocollo potrebbe portare alla compromissione dello stato di salute del paziente. Gli errori in corsia possono costare il posto di lavoro, l’attenzione deve sempre essere al massimo per evitare disattenzioni. La giurisprudenza ha evidenziato come possa bastare il danno potenziale per giustificare il licenziamento.

Francesco Molinari

Biblografia

Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Licenziamento

Wikilabour.it: https://www.wikilabour.it/licenziamento%20per%20giusta%20causa.ashx

Sentenze: http://www.infermieririskmanager.it/