…di Riccardo Ristori

È purtroppo molto facile cadere nella rete delle cure “fai da Facebook”; iniziamo a fare alcune precisazioni sul ruolo dell’urina.

L’urina è spesso ritenuta una potentissima neutralizzatrice delle sostanze velenose emesse dalla medusa, in quanto conterrebbe ammoniaca. Purtroppo per avere ammoniaca nell’urina occorre una malattia; la normale funzionalità epatica trasforma infatti l’ammonio (tossico per il cervello) in urea.

Una seconda grave complicazione è che l’ammoniaca non ha nessun potere antidotico o curativo contro le lesioni da medusa, anzi potrebbe avere un effetto urticante sotto i raggi solari.

Passiamo ora ai consigli seri per la cura delle lesioni da organismi marini.

𝐌𝐄𝐃𝐔𝐒𝐄

Alcune specie di questi invertebrati determinano dolorose lesioni cutanee mediante i tentacoli, che rilasciano sulla cute e sulle mucose organuli pungenti detti “nematocisti”.

Per intervenire su una lesione da medusa seguite la seguente procedura:

  • Indossate i 𝐠𝐮𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞;
  • Utilizzate 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐞 per rimuovere il grosso dei tentacoli (se presenti);
  • 𝐀𝐬𝐜𝐢𝐮𝐠𝐚𝐭𝐞 la parte, 𝐞𝐯𝐢𝐭𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐟𝐫𝐞𝐠𝐚𝐫𝐞 la cute;
  • Lavate la parte lesa con 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟐𝟎 𝐦𝐢𝐧𝐮𝐭𝐢;
  • Applicate 𝐚𝐜𝐢𝐝𝐨 𝐚𝐜𝐞𝐭𝐢𝐜𝐨 al 4-6% (aceto di vino bianco), oppure 𝐠𝐞𝐥 𝐚𝐥 𝐜𝐥𝐨𝐫𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐮𝐦𝐢𝐧𝐢𝐨 (può essere trovato insieme alle altre creme e protezioni solari, o con una breve ricerca online già disponibili all’acquisto nella forma di tubetto di gel astringente o post-puntura);
  • Tenete la parte urticata all’𝐨𝐦𝐛𝐫𝐚.
  • 𝐄𝐯𝐢𝐭𝐚𝐭𝐞 l’utilizzo di pomate al 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐢𝐬𝐨𝐧𝐞.

𝐓𝐑𝐀𝐂𝐇𝐈𝐍𝐎 𝐨 𝐓𝐑𝐀𝐂𝐈𝐍𝐀 (𝐩𝐞𝐬𝐜𝐞 𝐫𝐚𝐠𝐧𝐨)

Ha pinne dorsali con 5-7 spine velenose. In seguito a una loro puntura il dolore è immediato e violento, poi si estende rapidamente lontano dalla sede della puntura. Il picco del dolore si ha dopo 20-50 minuti e può protrarsi per 24 ore o addirittura, seppur attenuato, per più giorni.

Per intervenire su una puntura di trachino seguite la procedura di seguito riportata:

  • 𝐏𝐮𝐥𝐢𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 da eventuali residui visibili (frammenti di spine, sporco, ecc);
  • Fare 𝐢𝐦𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐫𝐞 immediatamente la parte colpita 𝐢𝐧 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚 (37 – max 40°C) 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐦𝐞𝐳𝐳’𝐨𝐫𝐚; le tossine di natura proteica sono infatti termolabili e divengono inoffensive con il calore.

Questa procedura sarà efficace nell’attenuare il dolore solo se praticata nell’immediatezza; bastano infatti pochi minuti di ritardo e il tutto sarà vano. 𝐄𝐯𝐢𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚 𝐞 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐥’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐟𝐫𝐞𝐝𝐝𝐚.

𝐑𝐈𝐂𝐂𝐈 𝐃𝐈 𝐌𝐀𝐑𝐄

Mediante le loro spine provocano ferite puntiformi che causano intenso dolore locale. I frammenti di spine nel lungo periodo possono provocare granulomi.

Per intervenire su una serie di punture di riccio seguite la procedura di seguito riportata:

  • 𝐏𝐮𝐥𝐢𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 da eventuali residui visibili (frammenti di spine, sporco, ecc.). 𝐏𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐟𝐫𝐚𝐦𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐚 𝐭𝐢𝐫𝐚𝐫𝐥𝐞, 𝐦𝐚 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐩𝐢𝐧𝐠𝐞𝐫𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐝𝐢𝐫𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐧𝐞𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐳𝐳𝐢𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚;
  • Lavate la ferita con 𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐜𝐚𝐥𝐝𝐚;
  • Applicate una 𝐩𝐨𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐛𝐢𝐨𝐭𝐢𝐜𝐚, se a disposizione.

Non spalmare direttamente prodotti medicali antistaminici o al cortisone che, oltre ad essere inutili, in alcuni casi possono addirittura essere dannosi per la cute.

Riccardo Ristori