Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Human Caring Sanità.

Si era partiti con il ddl Lorenzin, che apriva le porte a future possibilità evolutive per gli oss, anche allora, con alcuni ” tagli ” e aggiustamenti a perdere. La categoria ci ha rimesso, i vari emendamenti che potevano dare un rilancio professionale sono stati cancellati, rimanendo solo l’area socio sanitaria.

Fatta la legge, ci aspettavamo il tanto agognato riconoscimento specifico professionale, l’area delle professioni sociosanitarie, per dare attuazione nel nuovo contratto. Un contratto partito anche qui con tanti buoni propositi e terminato con un nulla di fatto. Niente area sociosanitaria, fascia C da parte dei sindacati che hanno posto dei dubbi sull’applicazione, lasciando l’oss nel tecnico.

Almeno, molti si sono detti, ci sono le indennità riconosciute. Indennità delle quali i sindacati, gli stessi che hanno negato l’area sociosanitaria, si sono vantati nelle loro locandine, sostenendo di aver ”finalmente ottenuto un buon contratto, un diritto per l’oss sulle indennità, indennità per condizioni di lavoro finora riservate al ruolo sanitario”. Invece anche stavolta niente, zero spaccato.

I sindacati prima hanno giocato con le politiche (elezioni), adesso giocano con le RSU, chiedendo 34 modifiche al contratto, che non migliorano l’impianto complessivo del contratto stesso. I sindacati hanno dimostrato un alto livello di pressapochismo e negligenza, insieme al Governo. Avevano fretta di chiudere, ignorando ogni diritto delle migliaia di lavoratori scesi in piazza e perdendo la fiducia nei confronti del sindacato: una mancanza di rispetto e di considerazione.

Modifiche che sembrano abbastanza sostanziali. Primo fra tutte l’errore dei 2 euro in più agli oss. Infatti, in aggiunta alla modifica, hanno proposto anche l’applicazione d’indennità solo per personale direttamente addetto all’assistenza, (scandaloso, tutti gli oss sono addetti all’assistenza), venendo a mancare i 4,13 euro di indennità giornaliera.

L’indennità la riconoscono unicamente all’oss che lavora su un turno solo (sale operatorie, terapie intensive), attraverso una miseria. Stiamo parlando dell’articolo 86, comma 6, che nella bozza del 23 febbraio recita: “Al personale infermieristico e tecnico competono, altresì, le seguenti indennità per giornata di effettivo servizio prestato”. Si parla di servizio prestato. La differenza di ruolo non è determinante per constatare un rischio maggiore, in quanto per tutte le figure il rischio è il medesimo, anche per chi presta servizio nelle corsie.

L’elenco non si limita a un timido suggerimento. Si tratta di una vera e propria correzione con la “penna rossa”. La modifica prevede di sostituire la parola “tecnico” con “sanitario”, per cui gli oss restano fuori. Un raggiro nei confronti degli operatori sociosanitari impossibile da gestire.

L’oss, anche stavolta, non è l’unico a non aver ricevuto davvero niente. Il problema riguarda anche altre figure (infermieri generici e puericultrici, che non vengono neanche menzionati, sono fantasmi per tutti i sindacati). Solo promesse, tante promesse e aspettative. E tanta delusione. Nessun impegno da parte dei più grandi sindacati. Ma, soprattutto, é la categoria, che come spesso accade si limita alla discussione di corsia.

Quanto altro si dovrà attendere per avere qualcosa? Forse quando saranno soddisfatte le esigenze di altre categorie? Noi oss siamo certi di essere gli ultimi. I doveri aumentano a dismisura e i diritti non esistono per questi lavoratori. Le condizioni di lavoro sono ormai al collasso. Gli operatori, nella maggior parte delle strutture, sono costretti a turni massacranti per cronicità di carenza di organico e assenza di tutela. Sono dimenticati nella legge come “lavoro usurante”.

Matteo Giacchetta
Segreteria nazionale SHC