Il Presidente del Collegio Ipasvi di Cosenza e del coordinamento regionale Calabria plaude all’iniziativa della Federazione nazionale e bacchetta l’Università: “Dispiace che nessuno sia stato presente a questo evento”

FEROLETO ANTICO (Cz) – Soddisfatto e deluso, anche se il primo sentimento prevale sul secondo.

Fausto Sposato, presidente del Collegio Ipasvi di Cosenza e del coordinamento regionale Calabria, vive questi due stati d’animo in occasione della giornata nazionale della formazione, ospitata nel T Hotel di Feroleto Antico.

C’è la soddisfazione di Sposato per il segno di attenzione mostrato dalla Federazione nazionale Ipasvi con la decisione di accogliere l’invito della Calabria per discutere del passato, del presente e del futuro per gli infermieri in università; ma c’è anche il pizzico di delusione, che sfocia in una stoccata polemica, per l’assenza dei rappresentanti dell’Università della Calabria all’incontro: “Ci dispiace – ammette Sposato – che nessun rappresentante sia stato presente a questo evento di livello nazionale nel quale abbiamo discusso dei percorsi futuri della professione infermieristica e messo sul tavolo del dibattito i consigli da dare alle università”.

Chi doveva sentire non c’era, ma questo non ha tolto valore alla giornata nazionale sulla formazione.

“Sono passati vent’anni da quando l’infermieristica è entrata in università – racconta Sposato – dando qualità alla formazione. Oggi si va verso la specializzazione”. Ma c’è un fenomeno bifronte da combattere a giudizio del presidente Ipasvi di Cosenza: “Tanti infermieri si formano ma poi si smarriscono perché perdono quella che è la formazione di base. Il futuro deve andare nella direzione della formazione in base ai bisogni che arrivano dai cittadini. In Calabria – anticipa Sposato – stiamo iniziando ad intraprendere un percorso virtuoso, molto importante, di collocamento della professione infermieristica”.

Che continua ad essere una delle prime per opportunità occupazionali. “Certo, c’è stato un rallentamento dovuto al blocco del turn over in alcune Regioni in piano di rientro come la Calabria” ammette Sposato. Ma le possibilità di lavoro, guardando in prospettiva, non mancano. “Ad oggi – spiega – per garantire la normativa europea sugli orari di lavoro, in Calabria servono solo 700 infermieri. Ma se dovesse passare la riforma sulla pensioni, solo nella nostra regione, ne servirebbero alcune migliaia”.

Un futuro radioso, ma un presente che deve fare i conti con le situazioni di criticità: “E’ chiaro che si è rallentato l’ingresso nel mondo del lavoro, tant’è che l’Università di Catanzaro ha dovuto dimezzare i posti per i corsi di laurea in infermieristica, passando da 450 a 250. E’ normale – vaticina Sposato – che se c’è un’apertura sullo sblocco delle assunzioni credo che gli infermieri italiani troveranno risposte sul territorio, senza avere l’emergenza di emigrare in alcuni paesi dell’Unione europea”.

Salvatore Petrarolo