L’obiettivo è far conoscere i punti fermi che gli infermieri specializzati devono tenere presenti nelle strutture ospedaliere di appartenenza.

Sono più di 70mila le persone che in Italia vivono con una stomia. La stomaterapia è un settore della medicina misconosciuto alla pubblica pinione. Grazie alle associazioni tecnico-scientifiche, grandi passi sono stati fatti per la formazioni del personale infermieristico esperto e specializzato. Le associazioni dedicate alle persone con stomia, da parte loro, lavorano da anni per garantire diritti come, ad esempio, la libera scelta del dispositivo da utilizzare. Incentivano, inoltre, i rapporti tra i portatori di stomia, importanti per la riconquista dell’equilibrio psicofisico, e affrontano campagne comunicative di successo.

Il Gruppo Gesto, formato da una cinquantina di infermieri stomaterapisti che si impegnano per diffondere la cultura della stoma terapia, è attivo su tutto il territorio nazionale e ha presentato il Decalogo dell’assistenza ai portatori di stomaterapia. L’obiettivo è far conoscere i punti fermi dell’assistenza di qualità, che gli specialisti realizzano quotidianamente nelle strutture ospedaliere di appartenenza.

“Il Decalogo – afferma Armando Mottola, infermiere stomaterapista del Policlinico ‘Agostino Gemelli’ – è nato da una precisa esigenza degli stomaterapisti del Gruppo Gesto. Con questo documento abbiamo voluto ribadire il ruolo dell’ambulatorio di stomaterapia nella vita del portatore di stomia e il ruolo dell’infermiere esperto in stomaterapia nel team multidisciplinare che prende in carico il paziente già dalle fasi preoperatorie”.

Il Decalogo si pregia di importanti patrocini, quali A.I.STOM (Associazione italiana stomizzati), A.I.UR.O (Associazione infermieri di Urologia ospedaliera) e FAIS (Federazione associazioni incontinenti e stomizzati). Tali patrocinatori hanno collaborato con Gesto alla stesura del Decalogo, discutendo insieme ogni singolo punto e cercando le parole giuste per comunicare con gli stomizzati, le amministrazioni pubbliche, il cittadino comune. “La condivisione del Decalogo – spiega Giovanna Tani, infermiera stomaterapista all’ospedale ‘G.B. Morgagni – L. Pierantoni’ di Forlì – è stato un importante passaggio per la realizzazione di un documento efficace e rispettoso di tutte le parti. Un preciso impegno di collaborazione, che Gesto prende in tutte le sue iniziative”.

Il Decalogo affronta argomenti importanti, premettendo l’impatto che una stomaterapia ha nella vita dell’individuo e la sua esigenza di ottenere la migliore assistenza possibile. Ci racconta come la presa in carico della persona sia essenziale già nelle fasi che precedono la stomaterapia e come questa sia considerata un parametro per valutare la qualità dell’assistenza ospedaliera. Pone l’attenzione sulla formazione dell’infermiere stomaterapista e la sua funzione all’interno del team multidisciplinare che afferisce all’ambulatorio di Stomaterapia, presso il quale lavorano più specialisti. Enfatizzati, infine, i rapporti con le associazioni di categoria e con quelle dedicate proprio agli stomizzati, interlocutori indispensabili per la riconquista dell’equilibrio e la piena autonomia.

La stomia
La stomia è il risultato di un intervento chirurgico mediante il quale si crea un’apertura sulla parete addominale per mettere in comunicazione l’apparato intestinale o quello urinario con l’esterno. La creazione dello stoma rappresenta un salvavita e la corretta gestione della deviazione permette di migliorare la qualità della vita sia dal punto di vista della salute che da quello socio-relazionale. Più di 70mila persone, a cui dobbiamo aggiungere circa 18mila pazienti nuovi ogni anno, il 5% dei quali con meno di 18 anni, sopravvissute a una grave patologia o a un incidente.

Il Gruppo Gesto
Il Gruppo Gesto ha cominciato la sua attività nel 2016 con lo scopo di proporre e condurre progetti di valore nell’interesse delle persone stomizzate. Uno degli obbiettivi che il Gesto si pone è quello di aumentare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sulle esigenze che il portatore di stomia manifesta per arrivare alla gestione autonoma e responsabile della stomia in breve tempo.

Decalogo per un’assistenza di qualità alla persona portatrice di stomia

  1. Vivere con la stomia comporta variazioni nella propria routine quotidiana che impattano pesantemente sulla qualità della vita. La riabilitazione e l’educazione sono strumenti fondamentali per la corretta gestione della stomia, che è alla base dell’equilibrio fisico, socio-lavorativo, sportivo e sessuale.
  2. La corretta presa in carico della persona con stomia rappresenta un indicatore della qualità dell’assistenza erogata nelle strutture sanitarie.
  3. I portatori di stomia hanno diritto di essere assistiti da un infermiere esperto in stomaterapia (stomaterapista).
  4. L’infermiere esperto in stomaterapia è responsabile dell’assistenza e riabilitazione prima, durante e dopo l’intervento chirurgico.
  5. L’infermiere esperto opera in base a conoscenze scientifiche, all’Evidence Based Nursing e Evidence Based Medicine.
  6. L’infermiere esperto in stomaterapia collabora con un team multidisciplinare garantendo l’assistenza più appropriata.
  7. Lo stomaterapista offre un punto di riferimento che assicura un’assistenza qualificata e cure personalizzate per una corretta gestione della stomia.
  8. L’ambulatorio di stomaterapia è un elemento fondamentale per l’assistenza della persona con stomia.
  9. I contatti con le Associazioni che rappresentano persone portatrici di stomia agevolano il percorso di recupero e la tutela dei diritti.
  10. Attraverso le Associazioni professionali ed in collaborazione con le Associazioni dei portatori di stomia, gli stomaterapisti lavorano per assicurare l’accesso a un’assistenza competente, offrendo informazioni corrette.

Redazione Nurse Times

Allegato

Decalogo per un’assistenza di qualità alla persona portatrice di stomia