Studenti contro il tirocinio online causa Covid: che infermieri saremo domani?


Gli studenti del corso di Laurea in infermieristica dell’Università Vanvitelli denunciano la mancanza di un tirocinio sul campo.

Tirocinio online senza pratica sul campo. L’appello di alcuni studenti della sede avellinese di infermieristica dell’Università Vanvitelli

“Ci siamo ritrovati a fare un tirocinio online. Ma queste videolezioni di teoria non potranno mai sostituire la pratica. Come potremo svolgere la nostra professione in futuro?”. A parlare sono alcuni studenti e alcune studentesse della sede irpina del corso di laurea in infermieristicadell’Università Vanvitelli.

Studenti che si ritrovano in grandi difficoltà. In particolare coloro che, tra meno di un anno, dovranno laurearsi. Si chiedono come, un giorno, potranno svolgere la loro professione di infermerie senza aver fatto pratica sul campo e avendo acquisito soltanto nozioni di teoria.

Li abbiamo ascoltati. Ci hanno spiegato il problema, le loro ansie, le paure di chi sta per approcciare al mondo del lavoro in maniera del tutto spaesata. Per questione di privacy, hanno preferito mantenere l’anonimato. Ecco il loro appello.

“Vogliamo fare pratica sul campo”

“Innanzitutto, rivolgiamo questo appello alla direzione (Caserta) della nostra università. Ci sentiamo dimenticati – ci dicono -. Vogliamo denunciare il sistema, non le persone che ne fanno parte. È quello a non funzionare.

Solo qui in Campania la situazione tirocini è diversa. Ci sono università di infermieristica di altre regioni che tutelano e formano, anche tuttora, i propri studenti. Loro il tirocinio sul campo lo stanno svolgendo. Le altre università di infermieristica svolgono, seppure con turnazioni ridotte, il tirocinio. Anche nei Covid Hospital. Perché loro si e noi no? Noi paghiamo le tasse esattamente come loro.

Ci siamo ritrovati a fare un tirocinio online coprendo tante ore. Forse troppe. La pratica non può essere sostituita da una videolezione. Bisogna acquisire una determinata manualità nell’esecuzione dei protocolli e procedure infermieristiche che al momento non possediamo”.

“Il saper fare è fondamentale”

La richiesta è poter esercitarsi, nonostante le evidenti difficoltà che questa pandemia globale sta comportando. Anche perché un tirocinio non è tale se fatto soltanto di teoria. Questa è la questione che i ragazzi di infermieristica della Vanvitelli vogliono sollevare, affrontare e risolvere.

“Quello che vogliamo è ritornare in reparto a svolgere tirocinio -affermano-. Ribadiamo, la regione Campania è l’unica non organizzata adeguatamente.

Ci spieghiamo meglio. Il corso di infermieristica dura tre anni. Ogni anno prevede lezioni di teoria – con i relativi esami – e seicento ore di tirocinio nei vari reparti per far acquisire la giusta formazione a chi si accinge a svolgere questo lavoro.

Crediamo fermamente che il ruolo dell’infermiere si basi su tre concetti fondamentali: sapere, saper essere ma soprattutto saper fare. Si, perché il saper fareracchiude le competenze specifiche tecnico-professionali e rappresenta cosa realmente un infermiere è in grado di svolgere”.

Un sogno a metà

Un sogno, quello di questi studenti, che al momento sembra realizzarsi soltanto a metà.

“Siamo stati dimenticati dalle istituzioni. Nel periodo estivo, quando la situazione dei contagi da Coronavirus era sotto controllo, abbiamo chiesto di poter tornare in reparto con la dovuta fornitura dei dpi. Ma ci è stato negato. Forse per paura di questa situazione? Ancora non lo abbiamo capito.

Eppure noi studenti eravamo pronti ad assumerci la piena responsabilità (almeno per chi sentiva la necessità di farlo) per poter accedere al reparto.

Ci sentiamo abbandonati da chi dovrebbe guidarci, aiutarci e istruirci. Siamo scoraggiati. Il nostro sogno è quello di apprendere e di terminare gli studi con la consapevolezza di essere dei veri professionisti. In sostanza, il nostro sogno è diventare infermieri. Dei professionisti di serie A al pari dei colleghi delle altre università non campane.

Con questo appello, speriamo di tornare nei reparti. Speriamo di poter fare esperienza, di apprendere e di aiutare”.

Redazione Nurse Times

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Dott. Simone Gussoni

Il dott. Simone Gussoni è infermiere esperto in farmacovigilanza ed educazione sanitaria dal 2006. Autore del libro "Il Nursing Narrativo, nuovo approccio al paziente oncologico. Una testimonianza".

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