Per l’aggressore il giudice di pace ha stabilito una pena pecuniaria di 1.200 euro. L’amaro commento del collega triagista, che riportò un trauma contusivo alla caviglia.

“Cinque anni e mezzo per la sentenza. E l’Azienda sanitaria assente!”. È il messaggio che il collega triagista Eleuterio Mancini ci ha inviato in privato su Facebook, commentando la pronuncia di condanna per colui che il 23 aprile 2014 lo aggredì al Pronto soccorso dell’ospedale “Fiorini” di Terracina (Latina). “In dibattimento – si legge nella motivazione della sentenza emessa dal giudice di pace – è emersa la prova rigorosa della colpevolezza dell’imputato”. Imputato che “per problematiche legate alla precedenza d’ingresso al Pronto soccorso, si avvicinava alla persona offesa Mancini Eleuterio, infermiere addetto al triage, accusandolo di dire stupidaggini e, in un crescendo di rabbia e aggressività, cercava il faccia a faccia con il predetto fisico e iniziava a ingiuriarlo pesantemente”. A quel punto l’infermiere “per evitare di alimentare la discussione, entrava nella stanza del triage, chiudendo la porta”. È stato allora che l’aggressore ha dato sfogo alla sua ira, come si legge ancora nella motivazione della sentenza: “Anziché calmarsi, iniziava a colpire violentemente, con calci e pugni, la porta chiusa dell’ufficio, rompendola in più punti”. Dai danni strutturali a quelli fisici per il malcapitato collega il passo è stato breve. Infatti “una parte del legno che componeva la porta si staccava, andando ad attingere il Mancini alla gamba destra, che riportava un trauma contusivo della caviglia, con prognosi di giorni 20”. Da qui il riconoscimento della responsabilità penale per il reato di lesioni colpose (art. 590 c.p.) e la conseguente condanna per l’aggressore, previa concessione delle attenuanti generiche, a una pena pecuniaria di 1.200 euro, oltre al pagamento delle spese processuali. Redazione Nurse Times