Prima Tesi in Italia sui rilievi penalistici e civilistici del processo documentale infermieristico

Verrà presentata al Master in Processo Documentale Sanitario, Parte speciale la prima Tesi in Italia sui rilievi penalistici e civilistici del processo documentale infermieristico

Verrà presentata al Master in Processo Documentale Sanitario, parte speciale la prima tesi in Italia sui rilievi penalistici e civilistici del processo documentale infermieristico

La tesi verrà dissertata dal Presidente dell’Associazione Avvocatura di Diritto Infermieristico, prof. Di Fresco, il 6 giugno 2017, a porte chiuse, presso l’aula antimafia della Corte d’Assise d’Appello del Tribunale Penale di Roma, dinanzi gli organizzatori del Master e le Autorità giudiziarie (e l’Arma dei Carabinieri) della Suprema Corte Civile e Penale.

E’ attesa la presenza del Presidente del Tribunale Ordinario di Roma.

Per la prima volta un “semplice” infermiere esporrà la propria tesi sulla documentazione infermieristica, dipanando le diverse teorie giuridiche del falso penale e dell’illecito civile documentale, proponendo il modello ottimale della cartella integrata.

….di Mauro DI Fresco

METODO DI RICERCA

La tesi nasce dal Master frequentato l’anno scorso in Processo documentale sanitario – Parte generale e dagli studi dell’attuale Master sempre in Processo documentale sanitario dedicato però alla Parte speciale.

Mi ha da subito appassionato la ricca giurisprudenza dei casi affrontati e il prestigio dei relatori, il top dell’Alta Avvocatura e Magistratura italiana, tra l’altro molto capaci nel trasmettere i contenuti, spesso difficili, delle informazioni.

La dott.ssa Anna Chillà, direttrice del Master, ha saputo organizzare al meglio le varie lezioni, seppur affrontando molte difficoltà soprattutto nell’articolazione dei diversi relatori e delle materie assegnate, che comunque hanno rispettato una logica coerente al profilo giuridico dedicato.

Lo studio è quindi iniziato dalla giurisprudenza che mi ha fornito utili elementi scriminanti in ambito documentale.

Ha fatto seguito poi lo studio della legislazione e la ricerca, attraverso i motori di ricerca internet, della produzione documentale infermieristica.

Importanti si sono rivelate le conoscenze teoriche di base, soprattutto civilistiche, senza le quali non sarebbe stato possibile interpretare la giurisprudenza, soprattutto nella materia contrattuale sanitaria.

Ho dovuto scartare le monografie pubblicate da alcuni infermieri che hanno riguardato il diritto documentale, perché raffazzonate, lacunose ed inconferenti, a dimostrazione della necessità di approfondire la materia soprattutto in area infermieristica.

La cultura in area medica appare sufficiente, non certo a livello giuridico, ma adeguata al ruolo sanitario che il medico deve affrontare nelle realtà di tutti i giorni.

Non sono mancate lacune anche da parte dei medici legali, ma la crisi vera e che è urgente affrontare, proviene dall’area infermieristica, che ritengo veramente pericolosa, soprattutto per l’enorme quantità di leggende che si diffondono negli ambienti di lavoro e si trasmettono come un virus, addirittura attraverso la didattica universitaria, come il potere di delegare al personale ausiliario mansioni proprie.

E’ una vergogna assistere impassibilmente alla propagazione del “falso diritto” che, infatti, miete vittime su vittime, nella totale indifferenza dei nostri dirigenti.

Ora più che mai è indispensabile approfondire la materia documentale infermieristica, tentando di sollevare le sorti di questa bistrattata professione, esclusa dal dibattuto giuridico-sanitario, perché in fondo, e ce lo meritiamo, l’infermiere deve preoccuparsi solo delle padelle.

PROLOGO

La casistica giurisprudenziale civile e penale si è da sempre interessata della materia documentale sanitaria ma si è limitata, anche recentemente, a considerare esclusivamente la cartella clinica come fonte primaria di notizie, emarginando spesso altri strumenti di archiviazione delle informazioni che superano invece la cartella clinica e offrono ulteriori dati e spunti di riflessione giuridica.

Solo negli ultimissimi anni qualche magistrato e acuto avvocato hanno ricercato i dati inerenti il processo di cure in altre tipologie documentali, soprattutto per compararli con la cartella clinica, nel tentativo di smentirla, di dimostrarne l’inaffidabilità.

In alcuni casi ci sono anche riusciti ed è per tali motivi che non è più possibile produrre una così vistosa documentazione sanitaria da più parti, perché si finisce inevitabilmente di contraddirsi, con la conseguenza che nessun atto potrà più dirsi pubblico, cioè dotato di fede privilegiata, se tutti attestano il contrario di tutto.

L’incertezza documentale danneggia i sanitari perché ne sminuisce l’affidabilità certificativa, danneggia la fiducia riposta sulla struttura sanitaria che non interviene per mettere un po’ di ordine, danneggia il paziente che non ha alcuna garanzia di quanto è stato effettivamente fatto per curarlo.

Alla luce di queste brevi considerazioni, è indubbio che la documentazione sanitaria riveste un ruolo fondamentale per la legalità di cura e la giustizia in sanità.

Ora è il tempo di proporre una soluzione innovativa che metta insieme le diverse esigenze delle parti coinvolte e fronteggi l’incertezza oggi diffusa dall’eccessiva produzione documentale, malgestita nel caos e nell’anarchia più totale.

E’ necessario creare, insieme a tutti gli attori della sanità (in primis i pazienti), una cartella integrata, separata per funzioni da assegnare alle diverse professionalità che insieme partecipano alle cure del paziente.

Già l’Accordo Conferenza Stato Regioni 22 settembre 2001, nel preambolo, stabiliva che l’assistenza sanitaria si distinguesse il criterio multi professionale che postula l’impegno, ognuno per la propria competenza, di tutte le qualifiche presenti nel sistema sanitario per il fine comune: la salute.

Il relatore di questa tesi auspica, tentando di chiarire i diversi aspetti che interessano il processo documentale sanitario, di stimolare un’iniziativa a livello politico centrale, perché si addivenga ad una cartella integrata sanitaria italiana, eliminando il feudalesimo delle cartelle sanitarie, oramai diffuso, che produce solo disastri.

INDICE

  • La legislazione documentale
  • Trasparenza: accesso e pubblicità
  • La fede pubblica e il falso documentale
  • Pubblico ufficiale, incaricato di pubblico servizio, esercente un servizio di pubblica necessità
  • Reati documentali
  • Giurisprudenza penale
  • Il segreto documentale
  • L’atto pubblico: rilievi civilistici
  • Il procedimento presuntivo
  • Giurisprudenza civile
  • Il diritto processuale documentale
  • La verificazione e la querela di falso
  • La documentazione infermieristica
  • Tempi di conservazione della documentazione clinica
  • Conclusioni
  • Esempi di cartelle infermieristiche
  • Bibliografia

 

Giuseppe Papagni

Nato a Bisceglie, nella sesta provincia pugliese, infermiere dal 94, fondatore del gruppo Facebook "infermiere professionista della salute", impegnato nella rappresentanza professionale, la sua passione per l'infermieristica vede la sua massima espressione nella realizzazione del progetto NurseTimes...

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Giuseppe Papagni

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