Torino, concorso farsa per “piazzare” la figlia dell’ex professore: 6 medici rischiano il processo

Scandalo all’Università di Torino. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero predisposto un bando di gara ad hoc per far assumere Maria Alessandra Bocchiotti.

«Siamo una massa di malavitosi. L’ho detto io, che avevo due vie: quella di fare il malavitoso nella malavita, o il malavitoso nella sanità». Senza pudore, con questa sfacciata, quasi compiaciuta ammissione, Stefano Bruschi, professore ordinario di Chirurgia estetica all’Università di Torino, confidava alla sua favorita, la “Bocchiottina”, di essere disposto a tutto per farle vincere il posto di associato.

E tutto, in questo caso, non è davvero un’esagerazione: scegliere insieme i commissari del concorso e scrivere loro la convocazione ufficiale, per esempio; disegnare un medaglione ad hoc per cercare di evitare possibili “incidenti”, come la vittoria di altri candidati; scoraggiare l’altro aspirante interno, più anziano e con più esperienza, fino a convincerlo a denunciare tutto, prima ancora che il posto fosse aggiudicato. Ciò ha dato il via a un’inchiesta penale che ora mette a rischio di processo sei persone, quelle che avrebbero messo in scena il concorso truccato per la figlia del barone.

L’inchiesta, avviata tre anni fa dal pm Roberto Sparagna

, poi affiancato dal collega Giovanni Caspani, fu chiusa una prima volta nel dicembre 2019. Un nuovo supplemento di indagine si è poi concluso nel maggio 2020 con le notifiche dell’avviso di conclusione indagini, che a causa del blocco legato al lockdown è arrivato solo a settembre. Ora è il momento della richiesta di rinvio a giudizio. La Procura contesta agli indagati la turbativa d’asta, incentrata sul concorso bandito per un posto da professore universitario nel settore di Chirurgia plastica il 4 luglio 2018.

La designata vincitrice, stando sempre alla ricostruzione della Procura, era Maria Alessandra Bocchiotti, figlia di Giovanni, noto dirigente medico. Entrambi sono indagati. Giovanni Bocchiotti, oltre che per turbativa d’asta, secondo il pm sarebbe responsabile anche di istigazione alla corruzione. Bruschi, per l’accusa, ha accettato la proposta di Bocchiotti, ex professore della scuola di specialità, predisponendo con gli altri indagati un bando di gara ad hoc per piazzare la figlia. Anche la scelta dei commissari, secondo la tesi dell’accusa, è stata operata in accordo con gli indagati.

Redazione Nurse Times

Fonte: la Repubblica

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