Tutele e stipendi maggiori per gli operatori sanitari. Aziendalizzazione vero male del SSN

Papa Francesco "in un ambiente dove il malato diventa un numero, anche voi rischiate di diventarlo e di essere 'bruciati' da turni di lavoro troppo…

Riuscire a prendersi cura del malato come persona “esige da parte degli operatori sanitari un notevole impegno, che spesso non è compreso e apprezzato a sufficienza. La cura che prestate ai malati, così impegnativa e coinvolgente, esige che ci si prenda cura anche di voi”

Queste sono state le parole del Papa nell’udienza all’Associazione Cattolica Operatori Sanitari.

“Infatti – ha aggiunto Papa Francesco -, in un ambiente dove il malato diventa un numero, anche voi rischiate di diventarlo e di essere ‘bruciati’ da turni di lavoro troppo duri, dallo stress delle urgenze o dall’impatto emotivo. È quindi importante che gli operatori sanitari abbiano tutele adeguate nel loro lavoro, ricevano il giusto riconoscimento per i compiti che svolgono e possano fruire degli strumenti adatti per essere sempre motivati e formati”.

“Lo sforzo di trattare i malati come persone, e non come numeri, deve essere compiuto nel nostro tempo e tenendo conto della forma che il sistema sanitario ha progressivamente assunto. La sua aziendalizzazione, che ha posto in primo piano le esigenze di riduzione dei costi e razionalizzazione dei servizi, ha mutato a fondo l’approccio alla malattia e al malato stesso, con una preferenza per l’efficienza che non di rado ha posto in secondo piano l’attenzione alla persona, la quale ha l’esigenza di essere capita, ascoltata e accompagnata, tanto quanto ha bisogno di una corretta diagnosi e di una cura efficace”.

“La guarigione, tra l’altro, passa non solo dal corpo ma anche dallo spirito, dalla capacità di ritrovare fiducia e di reagire; per cui il malato non può essere trattato come una macchina, né il sistema sanitario, pubblico o privato, può concepirsi come una catena di montaggio. Le persone non sono mai uguali fra loro, vanno capite e curate una per una, come fa Dio”.

Occorre umiltà in obiezione coscienza, e la ricercare di un dialogo.

La scelta dell’obiezione di coscienza da parte degli operatori sanitari “quando necessaria, va compiuta con rispetto, perché non diventi motivo di disprezzo o di orgoglio ciò che deve essere fatto con umiltà, per non generare in chi vi osserva un uguale disprezzo, che impedirebbe di comprendere le vere motivazioni che vi spingono. È bene invece cercare sempre il dialogo, soprattutto con coloro che hanno posizioni diverse”, ha spiegato il Papa rivolgendosi all’Associazione Cattolica Operatori Sanitari.

 

Fonte: Ansa

Dott. Simone Gussoni

Il dott. Simone Gussoni è infermiere esperto in farmacovigilanza ed educazione sanitaria dal 2006. Autore del libro "Il Nursing Narrativo, nuovo approccio al paziente oncologico. Una testimonianza".

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