La redazione di Nurse Times ha ricevuto alcuni giorni fa la richiesta di aiuto giunta da un folto gruppo di studenti iscritti all’Università degli Studi di Pavia, corso di laurea in Infermieristica.

Gli aspiranti infermieri dislocati presso il Policlinico di Pavia/Vigevano denunciano la totale assenza di rispetto nei confronti degli studenti e la grave carenza organizzativa per quanto concerne i tirocini clinici.

Gli iscritti al primo anno avrebbero infatti frequentato meno del 10% delle ore di tirocinio che generalmente uno studente sostiene.

Alcuni avrebbero partecipato solamente a 4 giornate di tirocinio nel corso del I anno, i più fortunati invece sarebbero riusciti a prendere parte a ben 7 giornate.

La sensazione di insicurezza nei tirocinanti è molta ed è ravvisabile nella ragazza che ha deciso di fare da portavoce pur mantenendo l’anonimato:

“Abbiamo potuto fare solo qualche letto e alcune igieni. Non siamo mai riusciti a rilevare frequenza cardiaca, saturazione o misurare una pressione arteriosa.”

La ragazza prosegue con ulteriori dichiarazioni preoccupanti:

“Ho potuto misurare una glicemia solamente al secondo anno“.

Quali altri disagi avete subito?

“Questa situazione riguarda solo gli studenti che hanno iniziato il percorso nell’anno 2015/2016. Gli iscritti agli altri anni accademici hanno sempre svolto il tirocinio regolarmente. Addirittura a un certo punto sembrava che non avremmo proprio fatto alcun tirocinio.

Ci sono stati diversi motivi di malcontento. Oltre ai numerosi disagi dovuti all’incapacità organizzativa abbiamo dovuto essere sottoposti a vere e proprie violenze private. In caso di ritardi di pochi minuti siamo stati costretti a perdere intere lezioni della durata di più ore.

Abbiamo sempre sopportato senza creare polemiche. Però la paura di rimanere svantaggiati a livello di preparazione, non tanto teorica, quanto pratica è molta. La mancanza di manualità nell’esecuzione di manovre e procedure e tutto ciò che concerne la pratica che deve viaggiare insieme alla teoria ci terrorizza. Non vogliamo diventare teorici dell’infermieristica privi di abilità manuali.

Durante il primo anno abbiamo svolto più ore di laboratori pratici che di tirocinio. Abbiamo imparato come svolgere il lavaggio sociale delle mani, l’igiene del cavo orale, lo spostamento verso la testata del letto, lo spostamento letto-carrozzina, l’igiene perineale nell’uomo, e l’igiene perineale nella donna, la peretta evacuativa e la misurazione della pressione arteriosa”.

Come si sono giustificati i docenti?

“I nostri “prof.” continuano a dirci che l’importante è capire i ragionamenti che stanno dietro alle azioni che facciamo. Vorremmo poter anche fare in pratica quanto ci viene insegnato. Avrei voluto anche fare cose che un domani spetteranno 99/100 agli OSS. Stando in reparto si impara con gli occhi guardando cosa si fa, come ci si muove, banalmente dove stanno le cose, chi le prende, chi fa le cose.

Così abbiamo solo una gran confusione in testa arrivati al II anno, come se fossimo al primo giorno di università. Abbiamo dovuto sostenere l’esame di tirocinio del I anno pur non avendo praticamente mai svoltò tirocinio e senza mai aver potuto mettere in pratica quanto studiato”.

Visitando il sito internet della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Pavia è possibile notare come il tirocinio professionale sia omesso dai corsi integrati del I anno mentre risulti regolarmente presente tra i corsi integrati del II e III anno.

Non appare chiaro per quale motivo il tirocinio clinico sia stato omesso dal piano di studi e per quale motivo gli studenti del primo anno abbiano potuto svolgere solo poche decine di ore di tirocinio.

Nonostante i tentativi fatti per comunicare con i responsabili del polo afferente al Policlinico di Pavia/Vigevano la redazione di Nurse Times non ha ancora ottenuto risposte ufficiali.

Avendo ricevuto unicamente la versione data dagli studenti, restiamo a disposizione per chiarimenti da parte dei responsabili del tirocinio clinico pratico.

Simone Gussoni