Una storia raccapricciante arriva da Filadelfia, piccolo comune calabrese di 5mila abitanti in provincia di Vibo Valentia

E’ incredibile come nel 2020 esistano ancora episodi così gravi come quello denunciato da Francesco Conidi e pubblicato sulla pagina Facebook Vorreiprendereiltreno.

Conidi è il responsabile del “Club Dei Ragazzi Filadelfia”, un gruppo nato dal desiderio di accompagnare giovani con la sindrome di Down in un percorso di educazione all’autonomia attraverso esperienze di vita quotidiana.

Condividiamo anche noi questo post “affinché il nostro messaggio giunga fino a queste persone, augurandoci che possano imparare che il loro sguardo intriso di disprezzo, disagio, paura non impedirà certo a questi ragazzi il diritto di esistere e di vivere in pieno la loro vita tanto quanto tutti noi!”

Come riporta la pagina Facebook fondata da Iacopo Melio Vorreiprendereiltreno diciamo anche noi “basta a simili comportamenti, stop agli gli insulti e alle discriminazioni!
Ogni singolo episodio di violenza verbale è un passo indietro per l’inclusione sociale delle persone con disabilità”.

“Il 23 dicembre sera, presso un locale di Filadelfia, i ragazzi del Club hanno subito un grave atto di discriminazione. I giovani si trovavano con due accompagnatori, tra i quali un genitore di uno di loro, a mangiare una pizza.
All’improvviso una famiglia, non del luogo, presente nel locale ha posto in essere una rumorosa protesta, sostenendo di avere nausea alla vista dei ragazzi, di ‘comprendere la malattia degli stessi ma di non poter cenare accanto a loro’ e rivendicando il fatto che ‘a Roma certe cose non accadono’.

I due accompagnatori, seduti a poca distanza dai ragazzi proprio per favorirne l’autonomia, si sono avvicinati chiedendo spiegazioni alla famiglia in questione, ma hanno ottenuto in risposta solo ulteriori insulti e di nuovo la conferma del fatto che erano nauseati dalla vista dei ragazzi, tanto da lasciare il locale subito dopo.
Il comportamento di questa famiglia, incivile e del tutto disumano, ha profondamente offeso i nostri ragazzi e tutta la comunità di Filadelfia, da sempre sensibile e attenta al tema dell’inclusione.
Lo stesso Sindaco, informato dell’accaduto, ha da subito condannato l’atto discriminatorio, rivendicando l’attività di inserimento lavorativo che proprio in questo periodo il comune sta portando avanti nei confronti di alcuni dei nostri ragazzi.
C’è da augurarsi che questi siano episodi isolati e destinati all’estinzione, anche se è sconfortante prendere atto che alle soglie del 2020 a una persona possa essere negata la libertà di cenare con gli amici, in tranquillità, senza subire offese di questo tipo, solo perché ha la sindrome di Down!”

Nella foto i quattro dei ragazzi del Club Filadelfia:
da sinistra verso destra Antonio, Domenico, Gabriele e Barbara

Redazione Nurse Times