L’inarrestabile escalation di violenza che vede come vittime infermieri ed altri operatori della salute per mano di pazienti poco bisognosi di cure e parenti con evidenti disturbi comportamentali sta progressivamente diventando una problematica sempre più rilevante.

Alcuni dati allarmanti sono stati divulgati dal sindacato di categoria Nursing Up, che ha pubblicato il risultato del sondaggio proposto complessivamente a 1010 iscritti in 9 mesi, nel periodo compreso tra il mese di ottobre 2018 e luglio 2019. Il 79% dei partecipanti è stato di sesso femminile.

Il report ha evidenziato un quadro impressionante composto da violenza fisica, minacce, insulti e comportamenti tesi a umiliare o mortificare. In un campione di 10 infermieri, almeno uno riferisce di aver subito violenza fisica sul lavoro negli ultimi 12 mesi, mentre il 4% ha dichiarato di essere stato minacciato con un’arma da fuoco.

Tra gli obiettivi prioritari individuati in risposta ai dati presentati ieri a Roma in occasione del “Primo symposium Nursing Up”, è emersa la necessità di individuare una politica appropriata per fronteggiare la violenza nei luoghi di lavoro.

Per tentare di arginare il fenomeno è stata lanciata anche una campagna social che riporta l’hashtag #noviolenzasuglinfermieri, accompagnata da un  video che lascia ben poco spazio all’immaginazione. I volti tumefatto degli infermieri vittime di violenza scorrono lentamente, intervallati dai brutali pestaggi operati da pazienti e famigliari lasciando trapelare un messaggio inequivocabile: “Gli infermieri possono salvarti la vita ma non in queste condizioni di lavoro”.

Simone Gussoni