Venezia. Una donna di 61 anni, operata per un’ernia iatale al Policlinico San Giorgio, è deceduta a pochi giorni dall’intervento. Una infermiera e 7 medici sono stati iscritti nel registro degli indagati.

Era il 6 settembre e la signora Annamaria Gnan, 61enne di Caorle (Venezia), ricoverata presso il Policlinico San Giorgio di Pordenone (casa di cura privata convenzionata con la Regione Friuli Venezia Giulia) si era sottoposta a un semplice intervento chirurgico in laparoscopia esplorativa per correggere una ernia iatale.

Nonostante forti dolori al fianco, la donna era stata dimessa in data 11 settembre, dopo diverse rassicurazioni da parte del personale sanitario: quei dolori erano solo la normale conseguenza della quantità d’aria introdotta durante l’operazione in laparoscopia. Nulla di più.

Ma non si arrestavano. Anzi, peggioravano. Così, il 13 settembre, la signora Gnan si è recata dal proprio medico di base, che l’ha liquidata co la prescrizione di un banale analgesico.  Ma durante la notte tra 13 e 14 settembre, la situazione è precipitata: la respirazione era sempre più affannosa, la signora stava vistosamente male, tanto che suo marito chiamò il 118. Ma all’arrivo dei sanitari, dopo aver perso sangue da bocca e naso, Annamaria non respirava più. Ed è stato possibile solo constatarne il decesso.

La famiglia della donna ha quindi presentato un esposto contro il Policlinico San Giorgio, per fare piena luce sui fatti e ottenere giustizia. E la Procura della Repubblica di Pordenone ha iscritto otto persone nel registro degli indagati: sei medici e un’infermiera che si trovavano in sala operatoria e il medico curante della donna, che l’aveva seguita nei primi giorni di convalescenza a domicilio.

L’autopsia è programmata per il 2 ottobre a Portogruaro (Venezia).

Alessio Biondino

Fonte: Corriere del Veneto

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