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Anelli (Fnomceo): “Medico e farmacista negli stessi locali? Attenzione alla commistione di ruoli”

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Anelli (Fnomceo): "Medico e farmacista negli stessi locali? Attenzione alla commistione di ruoli"
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Il numero uno della Federazione nazionale degli Ordini dei medici replica ad Andrea Mandelli, presidente Fofi.

“Se la Federazione degli Ordini dei farmacisti preme per superare l’incompatibilità tra l’esercizio della professione di medico e di farmacista negli stessi locali, noi medici diciamo: attenzione. Questo dovrà essere a doppio senso: i medici potranno entrare nelle farmacie, ad esempio, per vaccinare o sovraintendere alle vaccinazioni. I farmacisti, da parte loro, potranno entrare negli studi medici per dispensare i farmaci”. Così Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), risponde ad Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti (Fofi).

Quest’ultimo, nella sua attività di parlamentare, aveva presentato, sulla materia, un ordine del giorno alla Camera. E in un’intervista aveva poi ribadito, parlando della possibilità di somministrare i vaccini nelle farmacie: “La Fofi ha fatto questa proposta già dalla primavera, ma ci si difende sventolando un regio decreto del 1934, non considerando che l’Europa ci dà i soldi per fare le riforme. Il tema è: o il Paese lo cambiamo o, se rimaniamo ingessati a una legge del ’34, non siamo nelle possibilità di modificare il Paese”.

“È vero – commenta Anelli-, la norma che vuole evitare conflitti di interesse tra medici, prescrittori, e farmacisti, dispensatori, è del 1934, ma sinora ha retto. Si tratta, per la precisione, del combinato disposto dell’articolo 102 del r.d. n. 1265 del 1934, dell’articolo 45 del r.d. n. 1706 del 1938, dell’articolo 1 del d.lgs. n. 153 del 2009. Se però vogliamo rivedere l’attuale organizzazione, questo non può essere a senso unico: tolto il divieto, il passo successivo sarà permettere ai medici, con la presenza di farmacisti, di dispensare i medicinali direttamente nei loro studi, evitando al cittadino il passaggio in farmacia. Cosa che già, in altri Paesi, viene fatta direttamente dal medico di medicina generale”.

Prosegue Anelli: “Concordiamo invece con l’onorevole Mandelli sulla necessità che i vaccini siano anche quest’anno disponibili presso le farmacie per i cittadini che non rientrano nelle fasce definite a rischio e che desiderano, dietro prescrizione medica, acquistarli. E ci fa piacere che si sia finalmente trovato un canale d’acquisto, per non lasciare le farmacie scoperte a seguito dell’aumentata richiesta delle Regioni. È giusto che tutti i farmaci e i vaccini siano presenti in farmacia, presidio del Sistema sanitario nazionale deputato alla loro dispensazione. È proprio questa la ratio legis. Ed è proprio questo, e non certo sventolando una normativa che alcuni ritengono obsoleta, il principio per cui siamo contrari a una commistione dei ruoli”.

Concludendo: “Il nostro Servizio sanitario nazionale si fonda su una distribuzione delle competenze tra le diverse figure professionali, in modo che tali competenze si coordinino sinergicamente per la salute del cittadino, evitando conflitti di interesse o di attribuzione e aumentando, con un sistema che affida i diversi passaggi a diversi autori, la sicurezza delle cure”.

Redazione Nurse Times

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