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Coronavirus, esperti in coro: “Variante inglese non pregiudica l’efficacia dei vaccini”

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Coronavirus, esperti in coro: "Variante inglese non pregiudica l'efficacia dei vaccini"
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La comunità scientifica continua a gettare acqua sul fuoco dopo la scoperta della mutazione.

Si aggiungono nuove voci al coro di esperti intervenuti sul tema della variante inglese del coronavirus e sulla possibilità che pregiudichi l’efficacia dei vaccini.

“Serve sempre quel minimo di cautela indispensabile rispetto a notizie che iniziano a circolare prima ancora che ci siano pubblicazioni scientificheMassimo Andreoni, infettivologo e direttore della Uoc di Malattie infettive a Tor Vergata –. Questa sarà la decima-quindicesima variante del virus di cui si parla. Adesso si descrive una mutazione che si trasmette più facilmente. La mia impressione è che questo sia un virus Rna, quindi ha una grande capacità a mutare per sua natura. Se si diffonde un po’ di più, ma clinicamente non è più aggressivo è interessante e non merita tutto questo clamore”.

E ancora: “Ai fini della cura dovrebbe rispondere ai pochi farmaci che abbiamo in questo momento a disposizione. La mia sensazione è che questa variante abbia un impatto modesto sul vaccino. E’ una discussione che se si fosse tenuta su tavoli scientifici, anziché sui media, forse sarebbe stato più intelligente, perché, soprattutto in una fase in cui dobbiamo convincere le persone a vaccinarsi, non è il caso di creare tutte queste preoccupazioni e questi dubbi. E’ normale che i media debbano dare la notizia, ma mi lamento con la parte scientifica, che prima di dare certe notizie dovrebbe avere dati sufficienti. Da quei pochi dati che abbiamo a disposizione, questa mutazione della proteina spike sembrerebbe essere modesta e quindi non determinare la necessità di un cambiamento del vaccino. E ormai il vaccino si è capito come farlo. Quindi, anche se fosse necessario un nuovo vaccino, sapremmo farlo rapidamente”.

Concorda Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico: “Non dobbiamo cominciare a creare problemi e dubbi sul vaccino. Poi il condizionale va sempre bene. Tutti concordano nel dire che il vaccino è efficace e deve essere fatto”.

Redazione Nurse Times

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