Sanità Low-Cost: A.d.i. ad alta complessità affidata agli O.s.s.

Comments (14)
  1. Jessica ha detto:

    Da leggere assolutamente !
    Sei una grande donna , una grande mamma che avendo purtroppo un figlio “robot ” come lo difinisci pretendi , desideri, una accurata assistenza domiciliare infermieristica , e non oss . . .
    Ma purtroppo in questa cosiddetta nazione civile una professione così importante come quella del INFERMIERE viene bistrattata . . E tale figura viene sostituita , con tanto di rispetto , ad OSS anche quando ci si trova a combattere con moltissime complicanze e malattie terminali !
    tutto questo noi infermieri lo viviamo quotidianamente sulla nostra pelle . . .
    POVERA ITALIA . . .

    1. Nuccia Tamburino ha detto:

      Grazie Jessica per le tue belle parole, perché sostieni la nostra battaglia e perché sei a conoscenza di ciò che quotidianamente viviamo. Nuccia

  2. Pamela ha detto:

    Ammiro molto il coraggio di questa mamma e ho tanta stima per queste persone, come gli infermieri che assistono Davide, che scelgono come “lavoro” il dedicarsi ai meno fortunati. Il vostro modo di rapportarvi alla vita fa la differenza per chi è nel bisogno fisico ed emotivo. Complimenti!

    1. Nuccia Tamburino ha detto:

      Grazie… Nuccia

  3. come potermi mettere in contatto, con l’autore dell’articolo, Alessio Biondino e/o con la mamma di Davide ? per dei miei suggerimenti personali, atti a poter migliorare eventualmente, risolvere questi casi, potenzialmente, con alcuni suggerimenti personali ? cercando di disinfiammare a monte della Tracheoctomia, ove la medicina ha fallito ed è senza soluzione alcuna, eccetto il relativo intervento ! Io ho il caso di una Signorina di circa 70 anni, di Matera, con trachea cronicizzata, grande fumatrice, che aveva un nodulo alla trachea che non le permetteva neanche la propria saliva e che doveva subire un intervento chirurgico, non più eseguito, per rientro totale del nodulo, con cura NATURALE da me consigliata e quindi, ad oggi, sana e salva come un pesce ! e continua, purtroppo, a fumare, anche se un pò meno ..

    1. Nuccia Tamburino ha detto:

      Caro Mago di Oz, grazie per la tua miracolosa, anche se poco chiara, teoria di guarigione… Abbiamo un problema: non c’è nessuna infiammazione tracheale, tantomeno noduli. Ma solo nodi al fazzoletto per ricordarci le cose da fare… Non è che hai anche qualcosa per la memoria? Grazie comunque per la tua attenzione!

  4. Maria Teresa ha detto:

    Cara Nuccia,io ti capisco,ho 65 anni e da dieci sono affetta da SLA. Mi si è fermata la vita,tutti i progetti sono svaniti. Ho tre figli laureati che non posso aiutare e vivo solo del loro affetto. Sono diventata nonna da poco e soffro a non poter abbracciare e baciare mio nipote. Io non parlo,è grazie alla lavagna ETRAN che posso comunicare con lo sguardo. Sono paralizzata e ,come tuo figlio, dipendo dalla ventilazione meccanica e mi alimento tramite PEG. Prima anche io avevo l’assistenza degli OSS poi,data la mia condizione,ho ottenuto l’assistenza infermieristica H24. Ti auguro,cara Nuccia, di poter ottenere l’assistenza infermieristica di cui tuo figlio ha bisogno. Non ti arrendere e ,se necessario, insisti con l’ASL di appartenenza(come hanno dovuto fare i miei figli) perché anche voi abbiate un’assistenza di qualità. Se vuoi contattarmi mi trovi su Facebook. Dai un grosso bacio a Davide. Maria Teresa Forneris

    1. Nuccia Tamburino ha detto:

      Maria Teresa, grazie per il tuo sostegno. Ti abbraccio forte. Nuccia.

  5. Anna ha detto:

    Innanzitutto voglio esprimerle la mia solidarietà e vicinanza sia a lei che a Davide giacché conosco bene quanto possa essere difficile essere prigionieri di un corpo che nn risponde ed altrettanto conosco la sofferenza di un familiare che assiste impotente al dolore di una persona che tu ami. Sono un osss e per anni ho assistito malati di Sla, ed ha ragione, senza alcuna competenza professionale come oltretutto i parenti dei pazienti (li chiamo così per la privacy) e gli l’infermieri, difatti tutti abbiamo effettuato un corso con un medico prima di iniziare un’assistenza . Le posso assicurare che mi sono trovata a rianimare con il pallone Ambu alla presenza di infermieri che vedendo la complessità del momento sono scappati adducendo che nn erano preparati. Come quindi può ben vedere è l’esperienza e nn il titolo sulla carta che rende un operatore competente. Ma cmq della mia esperienza le voglio solo raccontare dei sorrisi e gli sguardi dolci che mi rivolgevano i miei pazienti quando facevo la pagliacciata per strappare loro un sorriso perché le assicuro che il mio unico obiettivo era quello di rendere azzurro quel cielo pieno di nubi. Pertanto credo che se avessero chiesto ai miei pazienti di esprimere cosa era meglio per loro, avrebbero sicuramente espresso richiesta di essere circondati da persone che riuscivano a interagire con grande affetto perché consapevoli che ci accomuna un unico destino a prescindere dai titoli accademici.

    1. Nuccia Tamburino ha detto:

      Cara Anna, che bello leggere le tue parole. Sono contenta per i tuoi pazienti col cielo azzurro. Qui però si parla di realtà, di pazienti complessi e di competenze avanzate. Grazie per aver dato testimonianza della nostra povera Italia ridotta a pezzi… Dove si ragiona ancora in base a “esperienze”, ad “abbiamo sempre fatto così”, ecc. Confondi la professionalità con l’esperienza. Confondi una professione con… Cos’è l’OSS? Sai dircelo? Sai cos’è un’infermiere? Parlo di quelli veri? Conosci il loro profilo professionale? Sai che l’OSS è personale di supporto senza alcun potere decisionale? Nessuno dice che l’OSS non abbia esperienza e che non ci siano bravi OSS. Ma gli OSS NON SONO INFERMIERI!!! Qui si sta parlando di vita umana e di come salvarla in caso di bisogno. E tu perdonami, non sei abilitata a farlo.

  6. Maria Teresa ha detto:

    Cara Nuccia, io ti capisco, ho 65 anni e da dieci sono affetta da SLA . Mi si è fermata la vita,tutti i progetti sono svaniti. Ho tre figli laureati che non posso aiutare e vivo solo del loro affetto. Sono diventata nonna da poco e soffro a non poter abbracciare e baciare mio nipote. Io non parlo, è grazie alla lavagna ETRAN che posso comunicare con lo sguardo. Sono paralizzata e, come tuo figlio, dipendo dalla ventilazione meccanica e mi alimento tramite PEG . Prima anche io avevo l’assistenza degli OSS poi,data la mia condizione, ho ottenuto l’assistenza infermieristica H24. Ti auguro,cara Nuccia, di poter ottenere l’assistenza infermieristica di cui tuo figlio ha bisogno. Non ti arrendere e ,se necessario, insisti con l’ASL di appartenenza (come hanno dovuto fare i miei figli) perché possiate avere un’assistenza di qualità. Se vuoi contattarmi mi trovi su Facebook. Dai un bacio a Davide. Maria Teresa Forneris

  7. Barbara Fornesi ha detto:

    Sono un OSS, ne sono, fiera, orgogliosa, amo il mio lavoro. Lavoro in cure palliative da oltre nove anni e, mi scusi, ma mi sono sentita offesa nel leggere i suoi commenti sugli Oss. Non sono mai stata una badante, tantomeno un muratore e nemmeno una cameriera (con tutto il rispetto per queste professioni). Ho studiato un anno per diventare Oss, ho fatto 550 ore di tirocinio in ospedale. Lavorando con i malati di SLA ho acquisito conoscenze e competenze che forse non sono proprie del mio ruolo, ma che mi consentono di stare accanto a queste persone in tutta sicurezza, sia per loro che per me. Non disprezzi a prescindere. La ammiro comunque per il suo coraggio e la sua forza di mamma con un grande cuore.

    1. Nuccia Tamburino ha detto:

      Barbara cara, mi chiedi di non giudicare a prescindere. Ma a prescindere di cosa? Mi dici che non sei né una badante, né un muratore e né una cameriera… e fin qui va bene. Ma qualsiasi cosa tu abbia fatto prima di scoprirti sanitaria, sappi che non basta un corso di poche ore e non basta avere “esperienza” con malati qua e là per definirsi assistere pazienti complessi “in tutta sicurezza”. Definisci “professioni” dei mestieri… quindi è chiaro che non sai di cosa stai parlando. Ti sei sentita offesa per cosa? Non ho disprezzato questi lavori (non professioni!), ho solo urlato la mia rabbia nei confronti di questa società che non ama i suoi cittadini. Tu sei un OSS, mestiere rispettabile. Ma io vorrei professionisti dell’aiuto, che da profilo professionale siano abilitati ed abbiano studiato per gestire i presidi avanzati e la complessità assistenziale di mio figlio. Tra quanti anni di “esperienza” coi pazienti affetti da SLA diventerai quindi medico…? Ti abbraccio. E grazie.

      1. cinzia ha detto:

        Sig.ra Nuccia, io sono OSS da 12anni e prima ancora OSA ho lavorato in diverse realtà e forse proprio per questo sono d’accordo con ciò che lei dice …. La nostra figura è importante se inserita nel giusto contesto noi siamo di supporto agli infermieri quindi in casi particolari come quello di Davide è giusto che ci siano tutt’e due le figure professionali in contemporanea per 24 ore….
        Purtroppo è il sistema che è sbagliato… anche gli OSS che fanno assistenza a suo Figlio di notte aspirandolo sanno che non dovvrebbero farlo ma siccome gli è stato detto di farlo lo fanno…
        L’ammiro per la sua forza, e la saluto..

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